Sanremo

Sanremo ti mette Leali (la seconda serata)

81 anni, senza Auto-Tune, canta e ritira il Premio alla carriera. I cinque Big in testa: Paradiso, LDA & AKA 7even, Nayt, Fedez & Masini e Meta

(Keystone)

Sottoposti al televoto e al voto delle radio, tra quindici Big della seconda serata questi i primi cinque nomi in testa, non in ordine di preferenza: Tommaso Paradiso, LDA & AKA 7even, Nayt, Fedez & Masini e Ermal Meta

Scende le scale Laura Pausini, che nel 1993 vinse tra le Nuove proposte. Annuncia la gara che la consegnò alla storia del Festival e a tutto il resto che sarebbe arrivato. La seconda serata del 76esimo Festival della canzone italiana inizia con la sfida incrociata tra i giovani di quest’anno, introdotti dallo youtuber Gianluca Gazzoli.

Nicolò Filippucci – un balzo da ‘Amici’ a ‘Sarà Sanremo’, la gara che lo ha portato qui con ‘Laguna’ – elimina Blind, El Ma e Soniko, trio messo insieme per l’occasione, con la più dinamica ‘Nei miei dm’. Mazzariello di nome Antonio, una presenza al Concertone del Primo Maggio, con la battistiana/beatlesiana ‘Manifestazione d’amore’ si confronta con Angelica Bove che canta ‘Mattone’, brano che tra i Big farebbe un figurone. Vince lei, che era la favorita, ma la sfida con Mazzariello era la vera finale.

‘Il tempo corre’

Patty Pravo è la prima dei quindici Big della serata. Da ieri ‘Opera’ non è più un’opera prima, l’effetto è lo stesso, semplicemente ingombrante. Il D’Alessio sound si risveglia dalla notte fonda e LDA e AKA 7even cantano e danzano sulle ‘Poesie clandestine’ (e latine). “Il tempo corre, quanto è stronzo” canta Enrico Nigiotti, e la sua ‘Ogni volta che non so volare’ è un altro bellissimo giro di lancette, magari non vincente, ma che importa.

Pilar Fogliati presenta Tommaso Paradiso e ‘I romantici’ tornano a guardare il cielo e i treni che passano. Il nuovo look di Elettra Lamborghini non muta di una virgola il blando supplizio chiamato ‘Voilà’ (“Ci sono troppi festini bilaterali”, riferita al sonno disturbato di Elettra in hotel, è la frase della serata). Anche Ermal Meta ha un nuovo look e non influisce su ‘Stella stellina’, che è bella di suo (“I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio” è l’altra frase della serata).

La convention repubblicana

Levante atto secondo dice di come ‘Sei tu’ sia più opera di ‘Opera’, e sono applausi. ‘Resta con me’ delle Bambole di pezza passa e se ne va, ma “in questi tempi di odio” è occasione di riflessione. L’elettrica di ‘Ti penso sempre’ di Chiello acquista punti a ogni ulteriore ascolto. “Ho voluto fare la parodia di una convention repubblicana, per destabilizzare certi fighetti wannabe” diceva J-Ax nel pomeriggio, passato in serata dalle cheerleader ai ballerini di line dance.

In più morigerate e introspettive stanze ci riportano Nayt con la bella ‘Prima che’ e Fulminacci con ‘Stupida sfortuna’, una sfortuna da podio. Dopo il funkettone di Dargen D’Amico (‘AI AI’), ripassiamo l’insofferenza di Ditonellapiaga (‘Che fastidio!’), eurovisiva come nessun'altra e che tutti vogliono piazzata o vincente.

E tutto il resto

Gara a parte. La seconda serata si fa ricordare per le medagliate olimpiche e paralimpiche, per Laura Pausini che si aggiunge al coro dell’Anffas per cantare ‘Si può dare di più’ e Lillo artista a tutto tondo (“È meglio fare tante cose male che una sola bene”). Impareggiabili le lezioni di ballo e l'urlatore di mambo.

Achille Lauro canta ‘Perdutamente’ in ricordo delle vittime di Crans-Montana, la canzone che piaceva tanto ad Achille Barosi, morto al Constellation. “Se questo può avere confortato anche una sola persona, questo era il nostro dovere”, dice il suo omonimo. C’erano anche Camilla Ardenzi, nipote di Ornella Vanoni, a cantare ‘Eternità’, Max Pezzali dal mare a cantare ‘Nord Sud Ovest Est’ e dintorni, e Fausto Leali all’Ariston con la propria voce, a 81 anni quasi 82 senza aiutini digitali: ritira il Premio alla carriera e ringrazia gli autori delle sue hit, cosa che agli autori capita di rado.

Questa sera gli atri 15 Big, sul palco dell'Ariston in questo ordine:

Arisa
Eddie Brock
Francesco Renga
Leo Gassmann
Luché
Malika Ayane
Mara Sattei
Maria Antonietta e Colombre
Michele Bravi
Raf
Sayf
Sal Da Vinci
Samurai Jay
Serena Brancale
Tredici Pietro