LIVE CONCLUSO
Sogno o son Festival

'Zitti e buoni': il 71esimo Sanremo è dei Måneskin

Fedez-Michielin secondi, Ermal Meta terzo. Premio della Critica Mia Martini a Willie Peyote, Premio Lucio Dalla a Colapesce Dimartino, Premio Bardotti a Meta.

La serata finale di Sanremo 2021, che ha incoronato vincitori i Maneskin, ha raccolto su Rai1 13 milioni 203 mila telespettatori pari al 49.9% di share nella prima parte, 7 milioni 730 mila con il 62.5% nella seconda. I Maneskin con il brano Zitti e buoni vincono il 71/o Festival di Sanremo. Al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.

 

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Fuori di testa (Keystone)
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“Chi ha fatto palo?” (buona domenica a tutti)

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Comunicato stampa dall’ambulatorio del dottor Betto Covidelli, specialista di medicina quantica, diagnostica a tempera e soprammobili in terracotta: “Fa piacere che abbiano vinto i Moleskine perché sono anni che scrivo le ricette sulle loro agende per evitare quella cosa che poi ti tocca fatturare, però la sconfitta di Orietta e Malika fa male forte”.
02:43
Et voilà
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Måneskin (Keystone)
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Premio della Critica Mia Martini assegnato dalla Sala stampa a Willie Peyote per ‘Mai dire mai (la locura)’. Premio Lucio Dalla per la sezione Campioni a Colpesce Dimartino per ‘Musica leggerissima’. Premio Sergio Bardotti per il miglior testo a Madame per ‘Voce’. Premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione musicale a Ermal Meta per ‘Un milione di cose da dirti’. Vince Sanremo...

02:15
ULTERIORI BREAKING NEWS DAL DOTTOR BETTO COVIDELLI - “Malika Ayane al quindicesimo posto e Orietta al nono impongono un serio ripensamento della democrazia liberale. Lo dico per il vostro bene”. PS “ma moleskine non faceva le agende?”
02:12
Per chi se lo fosse perso...
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All'ultimo voto
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Ventinove anni, foggiano, Gaudiano (rima)
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MORE & MORE BREAKING NEWS DAL DOTTOR BETTO COVIDELLI - “Io Fasma e Aiello ho provato a rimediarli con la vitamina D e la stagnola in testa, ma se non seguono le prescrizioni non è che uno possa far miracoli”.
01:51

“Dedico questo Festival a tutti gli scomposti come me, a tutti i meridionali, a quelli con le spalle larghe” (Aiello)

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La respirazione è quella del Baffo delle televendite. Fasma come Roberto da Crema, nell'impresentabile ‘Parlami’

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Max Gazzè (Keystone)
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“Festival di Sanremo. Si può... fatto“ (Herbert Cioffi live dalla sala stampa del Casinò)
01:31
MORE BREAKING NEWS DAL DOTTOR BETTO COVIDELLI - “La storia del trifoglio di Max Gazzè è una vergogna. Annulla l’effetto della passiflora che va fumata purissima, lo sanno anche i muri”.
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Noemi specie protetta

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“Dan dabadan dabadan“

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Dopo Leonardo Da Vinci e Salvador Dalì, questa sera Max Gazzè è travestito da Neri Marcoré che imita Max Gazzè
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“Non lasciamo la vità di sempre per pàura di restare da soli”, l'accento ai tempi di Random (o anche ‘accento random’)

01:15

‘La musica ha cambiato la storia’ (Achille Lauro)

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Achille Lauro (Keystone)
01:11
BREAKING NEWS DAL DOTTOR BETTO COVIDELLI: “Vi scrivo dalle prigioni di big pharma. Ho parlato adesso col mio compagno di cella, tre anni per ricettazione di vaccini. Vince Orietta, ci punto tutti i miei bitcoin”.
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Ma anche Cose sembra amare Coma

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Da come lo guarda, Coma ama Cose

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Coma_Cose dicono cose

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Umberto Tozzi non è solo ‘Ti amo’, ma anche ‘Dimentica dimentica’, capitolo più cantautorale sul male di vivere datato 1977 (con bella coda orchestrale filo-Eagles) eseguito al pianoforte. Da ‘Stella stai’ è tratto lo “sciovolasciovolascivola” che un giorno sarebbe stato anche di Mina, e da ‘Tu’ è tratto il tribale e antegabbanico “dan dabadan dabadan” che tanto ci piace e ci fa danzare come se non ci fosse un domani, un dopodomani e nemmeno una settimana prossima. Tutto, come sempre, finisce in ‘Gloria’, in versione con orchestra, brano che resiste all’usura e al coronavirus. Alle 00.42, è un motivo valido per andare avanti.

00:57
Umberto Tozzi
00:26

“Amare senza avere tanto, urlare dopo avere pianto, parlare senza dire niente” è la ‘Musica leggerissima’ che raramente diventa poesia, e qui lo fa. Votate la Rappresentante di lista (lo dice il nome)

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Madame dice cose

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Vorrei cantare come gli AC/DC
23:55
23:52

“Dan, dabadan, dabadan“

23:46
Bugo John, Wembley Stadium London, 1984
23:42
Da laRegione dello scorso 2 marzo: «Ho smesso di seguire Sanremo quando l’establishment della canzone italiana stroncò la mia carriera artistica. Ero giovane e pieno di speranze, mi presentai alle selezioni con un brano scritto da me, una canzone che stravolgeva completamente i canoni della musica pop. Si intitolava ‘Grazie dei fiori (di Bach)’. La giuria disse che plagiavo Nilla Pizzi, Nilla Pizzi disse che plagiavo Bach. Bach non disse nulla, perché è morto nel 1750 e comunque non c’entra niente coi fiori che portano il suo nome. Da quella volta, quando arriva il festival mi chiudo in casa con la stagnola anti-5G in testa e un bottiglione di vitamina D. A volte riprendo in mano la mia chitarra e canto piano, perché ho un vicino nei poteri forti che origlia e poi scrive a tutto il condominio. Penso al prezzo pagato per una vita trascorsa a combattere l’establishment, sul palco come in ambulatorio. Sarei potuto essere al posto di Fulminacci, invece sono diventato un paladino della medicina alternativa. Chissà, forse è meglio così. P.s. Comunque quest’anno vince Orietta Berti, io lo so perché ho un cugino usciere alla Siae.
23:36

Come la pasta asciutta: silenzio, canta Arisa

23:34

“Dan, dabadan, dabadan”

23:32
La zia Orietta canta bene come Dionne Warwick, la zia di Whitney. Fasciata da tendaggio presidenziale, dà la m**** a tutte, Alessandra ‘Lamentosa’ Amoroso inclusa. ‘Quando ti sei innamorato’ c’è poco da fare, sei innamorato: Orietta for presidentessa, Orietta forever, Orietta for Berti (in ricordo del collega passato alla concorrenza).
23:22
Zlatan che parla di Zlatan è arte. “Io ho giocato 945 partite, ne ho vinte tante, ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti, ma ne ho anche perso qualcuno. Ho vinto tantissime coppe, ma ne ho anche persa qualcuna. Sono Zlatan anche senza aver vinto tutte le partite. Sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ho fatto più di 500 gol, ma ne ho anche sbagliato qualcuno. Pochi. Qualche rigore è andato male, ma il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo. Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare. Ti dico una cosa: se sbaglia Zlata puoi sbagliare anche tu. La cosa importante è fare ogni giorno la differenza. Impegno, dedizione, costanza, concentrazione Ho organizzato questo Festival per dirvi che ognuno di voi, nel suo piccolo, ho detto nel suo piccolo, può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan ed io sono tutti voi. E questo non è il mio Festival, o il Festival di Amadeus, ma il vostro Festival, il Festival dell’Italia intera. Grazie Italia, la mia seconda casa” (applauso agli autori)
23:17

L’elegante, ritmico, sensato vomito di Willie Peyote, è degno del miglior Silvestri di ‘Salirò’. La montatura dell’occhiale, allo stesso modo, è degna del miglior Bill Foster de ‘Un giorno di ordinaria follia’. Free Willie.

22:59
“Ornellaaaa Vanoniiiii” (cit. Amadeus). ‘Una ragione di più’, ‘La musica è finita’. Ornella Vanoni, 22 settembre 1934, non canta, fa del blues. Sarebbe l’unica certificata a cantare Tenco sul palco del Tenco (Premio), ma anche Gaia e Lous and The Yakuza, giovedì scorso, si sono guadagnate un buon lasciapassare per ‘Mi sono innamorato di te’. ‘Domani è un altro giorno’, per significato e significante, è storia della televisione italiana. Anche “Sono più importanti loro del pubblico, perché capiscono di più”, riferita all’orchestra, è storia della televisione italiana.
22:56
22:44
Malika ‘Lennox’ Ayane (‘Ti piaci così‘) ci piace così; Anche Francesca ‘Mercoledì‘ Michielin ci piace, elemento cantante di un duo bianco-tatuaggi. Non è vero che l’Autotune è il male, quando canta Fedez è il bene. “Le promesse erano mille mille ma nel cuore senti spille spille” è un bel verso. Ma “È stata una figata anche stavolta, stavolta doppia. Grazie di cuore Federico, ti voglio bene” è la frase più bella di ‘Chiamami per nome’.
22:43

 

 

22:32

Grazie Amedeo #2

22:31
22:30

(Rallenty, filtro patinato, musica melanonica, alla maniera di ‘Mai dire gol’ quando Osvaldo Bagnoli lascia il Verona) «Non ci sarà l’Amadeus ter, io e Fiorello ci abbiamo solo scherzato. Se in futuro, prima dei miei settant'anni, la Rai vorrà riaffidarcelo, molto bene, ma un terzo, nel 2022, non ci sarà. Fare due Festival di Sanremo è qualcosa di molto preciso e non può diventare routine. Lo ripeto, Sanremo è un evento, non un programma televisivo come, forzatamente, è stato quest'anno. Non vedo l’ora di tornare ai miei giochi, ai miei quiz, alla mia normalità. Grazie a tutti». Grazie Amedeo #1 

22:23
22:23

Anno 2012, per non dimenticare...

22:19
Punk da balera Inc.
22:16
Serena Rossi, a.k.a. Jovanotti intonato
22:15

Extraliscio con ‘Bianca luce nera’ e Serena Rossi con ‘A te’ di Jovanotti, due dimostrazioni dell’esistenza del bello e del bravo. Colapesce Dimartino, due dimostrazioni dell’esistenza di Colapesce Dimartino.

22:13
22:07
(Presentimenti)
22:02

Ermal ‘Edward Mani di Forbice’ Meta canta il suo ‘Milione di cose da dirti’: la foto che vedete sarà la stessa con la quale chiuderemo, ma con il premio in mano. Fulminacci da ‘Santa Marinella’, sul litorale romano, fa della poesia, Francesco Renga è dissonante in tutto, dall'intro all'acuto. Forza Brescia, ma forza anche Francesco, che la prossima volta sceglierà dissonanze meno dissonanti.

21:52
21:52

Fiorello omaggia Little Tony, Love Boat incluso (frammento di storia segue)

21:45
Ermal Meta (Keystone)
21:43

L’inno nazionale eseguito dalla Banda della Marina Militare apre l’ultimo atto dell’Amadeus bis che non sarà tris almeno per il 2022: «Se la Rai vorrà richiamarci in futuro, prima dei nostri settant’anni, io e Fiorello ci saremo», aveva annunciato durante la conferenza stampa del sabato mattina. E con rapidità inconsueta – imposta dai giornali che in Italia escono anche di domenica e che vorrebbero il nome del vincitore prima della colazione – sfilano Ghemon con il suo ‘Momento perfetto’ che resta imperfetto per la fatica con la quale si comprende il testo, Gaia statuaria con ‘Cuore amaro’ e Irama, che guarda sé stesso cantare ‘La genesi del tuo colore’ dalla stanza d’albergo. Gio Evan ricostruito nel look che pare Ibra (“Gio Evan quando si lava è irriconoscibile”, The Jackal)

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