laRegione
marameus-lasciando-sanremo-e-il-festival-dei-record
Supercoppia (Areafoto.Si)
+1
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
3 ore

Vanno all'asta i gioielli di Franca Valeri, signorina snob

Per la casa d'asta Christie's 'è un orgoglio poter essere scelti per la vendita di gioielli di un personaggio così iconico per l'Italia'.
Arte
18 ore

Covid, Art Basel spostata a settembre

La grande fiera dell'arte ha deciso di rimandare di qualche mese la sua edizione 2021
Spettacoli
19 ore

Addio a Juan Carlos Tabio, sorriso serio del cinema cubano

Morto nei giorni scorsi, il regista e sceneggiatore è stato più di ogni altro autentico testimone di un’epoca
Rock e Brexit
1 gior

‘Won’t get fooled again’, la musica contro Boris Johnson

Sting, Elton, Ed Sheeran, e anche il pro-Brexit Roger Daltrey (The Who) contro i visti per suonare in Europa. Ne parliamo con due inglesi del settore.
Archeologia
1 gior

'Cristo figlio di Maria': antica lastra affiora in Galilea

La scritta risale a 1500 anni fa. È stata trovata durante gli scavi archeologici condotti nel piccolo villaggio di Taibe
Società
1 gior

Il New York Times online spegne 25 candeline

'Per allargare il pubblico e creare opportunità nell'industria dei media elettronici', si leggeva il 22 gennaio del '96 a pagina 7 del cartaceo
Libri
1 gior

Nessuno ha venduto più libri di James Patterson

84 milioni di unità in formato cartaceo ed e-book: è l'autore più venduto al mondo nell'ultimo decennio.
Musica
1 gior

Osi: annullato Ogrintchouk, il 28 gennaio Maurice Steger

Giovedì 21 gennaio, al posto del Play&Conduct dell'oboista russo, ReteDue trasmette il meglio di ‘Osi in Auditorio’. Si riprenderà all'insegna del flauto.
Culture
2 gior

Joker: il lockdown, il dolore, l'amore

Storia di un mal de vivre e di due ragazzini lombardi in cerca di un sorriso 'non convenzionale'.
Musica
2 gior

Sanremo avanti tutta, e col pubblico all'Ariston

Confermato a marzo, ma sembra tramontare l'idea della nave. L'idea di una platea di operatori sanitari già vaccinati al vaglio degli organizzatori
Cinema
2 gior

Al via Soletta, dove il cinema è molto ticinese

Iniziano domani, mercoledì 20 gennaio, le Giornate cinematografiche n.56. L'apertura è affidata ad ‘Atlas’ di Niccolò Castelli (anche su La2).
Musica
2 gior

900presente, l'Oriente Immaginario è in streaming

Domenica 24 gennaio alle 20.30. Senza pubblico, dall'Auditorio Stelio Molo di Lugano, in live streaming e in diretta su Rete Due.
Arte
2 gior

WopArt 'Virtual Fair', i numeri del gradimento

Successo di pubblico, vendite e trattative per l'edizione 2020 della fiera luganese dedicata alle opere su carta, svoltasi in forma digitale
Scienze
3 gior

Si chiama Wasp-107b, è il pianeta 'di zucchero filato'

Individuato alla distanza di 212 anni luce, il pianeta dimostra per la prima volta che i pianeti gassosi si formano più facilmente del previsto.
Spettacoli
3 gior

JazzAscona guarda a New Orleans e al 24 giugno-3 luglio

La speranza, scrivono gli organizzatori, è dar vita a un festival completo e proporre il programma pensato per il 2020
Libri
3 gior

'Mein Kampf' esce in Polonia, l'editore: 'Omaggio alle vittime'

La critica insorge. Per Zbigniew Czerwinski, invece, è 'un monito a quanto sia facile smantellare la democrazia e costruire una dittatura in modo invisibile'.
Culture
4 gior

Demo dei Radiohead all'asta a Londra

Con etichetta scritta a mano dal frontman Thom Yorke, conterrebbe tre inediti, risalenti ai tempi in cui la band si faceva chiamare On A Friday
Scienze
4 gior

Virgin Orbit, l'aereo che manda in orbita il razzo

Per la prima volta nella storia, il lancio avviene dall'ala di un velivolo, un Boeing 747, aprendo all'invio nello spazio 'low cost' dei satelliti
Video
Musica
4 gior

Wagner, revolver e muri del suono: è morto Phil Spector

In carcere per omicidio, inventò il 'Wall of Sound'. Dalle Crystals alle Ronettes, dai Beatles agli ex Beatles, da Cohen ai Ramones, influenzò Springsteen.
Scienze
4 gior

In Cina, boom dei servizi tramite droni nel 2020

Il Paese ha aumentato l'uso dei droni in vari campi come agricoltura e protezione dell'ambiente, anche per precipitazioni artificiali
Spettacoli
4 gior

I nuovi sguardi della critica cinematografica, oltre le stelline

Anita Hugi, direttrice delle Giornate cinematografiche di Soletta: “I critici non sono personal shopper”
Spettacoli
4 gior

Oscar, la short list per i film stranieri passa a 15

Record di candidature per il miglior film non in lingua inglese. Secondo Variety sono ben 93 e la lista che anticipa le candidatura passa da 10 a 15
Culture
5 gior

Sorellanza e Storia nel tempo di Silvia Ricci Lempen

Intervista con la vincitrice, con il romanzo in italiano e in francese ‘I sogni di Anna’/‘Les rêves d’Anna’, di uno dei Premi svizzeri di letteratura
Culture
5 gior

Giorgio Rosa e l'isola che non c'è... più

Nel marzo del 2016, prima della morte dell'ingegnere, prima che Elio Germano ne indossasse i panni per Netflix, laRegione lo aveva intervistato
Netflix
5 gior

Si chiama ‘SanPa’, ma poteva chiamarsi ‘VinCe’

È la storia di San Patrignano o solo quella del suo fondatore Vincenzo Muccioli? Tra sostenitori delle luci e scopritori di ombre, c'è un'Italia divisa
(Aspettando) Generi di conforto
6 gior

Tom Waits, canto primigenio del nostro essere uomini

Dall'archivio di un appassionato di musica: Tom Waits, 'Innocent When You Dream', 1995
Società
6 gior

La pandemia e la disparità tra luoghi di culto e luoghi di cultura

Con una lettera al consigliere federale Berset, i Liberi pensatori chiedono conto del trattamento differenziato di cui gode la chiesa, esentata dalle misure di protezione
Spettacoli
6 gior

Cinema, Bong Joon-ho nella giuria di Venezia

Il regista di ‘Parasite’ sarà il presidente della giuria internazionale della 78ª Mostra internazionale dell'arte cinematografica di Venezia
Cinema
6 gior

Cancellate Donald Trump da 'Mamma, ho riperso l'aereo'

Anche il protagonista Macaulay Culkin ha firmato la petizione. Per registrare nel suo Plaza Hotel, Trump aveva chiesto in cambio di apparire nel film.
Culture
1 sett

Non siamo soli, c'è Viola al suo primo singolo

Lei è la vincitrice di 'La mia banda suona il folk', canta ‘Not alone’, brano scritto da Iris Moné, arrivato dritto dritto dalla California
Novità
1 sett

(Aspettando) Generi di conforto, e ritrovando Erminio

Ogni venerdì, una rubrica online recupera 'pillole' dell'Erminio Ferrari appassionato di musica. Accompagnerà, 24 ore prima, il podcast
Sanremo
09.02.2020 - 23:520
Aggiornamento : 10.02.2020 - 00:32

Marameus (lasciando Sanremo e il Festival dei record)

In barba a scetticismi e polemiche, e contro lo spauracchio rap (decimo il buon Rancore), la versione 'family' di Amadeus fa felici tutti. Anche noi.

Ecco, la musica è finita, i dipendenti Rai se ne vanno, che splendida serata, per dirla alla Vanoni. È l’alba del Festival vinto da Diodato con ‘Fai rumore’ e nell’albergo occupato in prevalenza dalla tv di Stato, sin dalla prima colazione, sono tutti lì a ripetere ossessivamente “sessanta”. Inteso come “per cento” – sopra il settanta nella parte finale dell’ultima puntata – che è il più alto share dal 2002 (Claudio Baglioni? E chi se lo ricorda?).

Al termine del tradizionale incontro della domenica mattina, la sala stampa proprompe in un lungo applauso, facendo ‘danni’: «Ho cinquantasette anni, ci metto un attimo a commuovermi», dice Amadeus. Che si commuove. Ha vinto la sua idea di Festival familiare, pop e popolare, condotto con l’entusiasmo di chi non attendeva altro e con una cortesia che sa di antico. Una visione pop, la sua, per la quale la vera stella della settimana non è stato Tiziano Ferro, bensì alcune icone degli anni dei paninari così cari al presentatore. L’intesa e la scelta delle canzoni (buone come solo di rado accade) ha fatto entrare nelle casse della Rai trentasette milioni di euro (Claudio Baglioni? Mai sentito nominare).

Su Sanremo ci siamo andati pesante o volato leggero, chiedendoci se il dj al posto del musicista, ovvero Amadeus al posto di Baglioni, sarebbe stato in grado di ripetere il miracolo (due anni di record). Così è stato. «È la mattinata più difficile di tutte. Sono l’uomo più felice del mondo. Ho realizzato un sogno, tutto quello che è accaduto, nel bene e nel male, era quello che desideravo fare sin da agosto. Il numero settanta m’imponeva qualcosa di grande». Amadeus sente di aver lavorato «con sincerità, portando quel che pensavo potesse essere giusto. Ho sempre detto che mi sarei assunto tutte le mie responsabilità se fosse andato male». Agli inizi lo avevano chiamato «‘Il presentatore della porta accanto’ e io – aggiunge – non vedo l’ora di tornare alla quotidianità dei ‘Soliti Ignoti’ da domani».

Siamo donne

Un solo appunto per questo Festival al femminile, e un richiamo a quello assai più talentuoso che fu di Virginia Raffaele e tornato quest’anno nelle braccia della più rassicurante bellezza fine a se stessa, toccando vette di vuoto cosmico con Georgina Rodriguez, la fidanzata di Cristiano Ronaldo. Perché Gianna Fratta è la moglie di Piero Pelù, ma prima la si conosce per essere una delle poche donne a dirigere le orchestre sinfoniche più importanti del mondo. Chi ha preteso, dunque, di conoscere il compenso di Rula Jebreal, al fianco di Amadeus di martedì, giornalista italo-palestinese e donna pensante con la 'colpa' di essere molto bella (esistono donne intelligenti molto belle così come le magre non sono tutte tristi, di certo lo penserà anche Fabio Concato) avrebbe dovuto chiedere quanti euro al minuto ha ricevuto la fidanzata di Cr7 per storpiare i cognomi (“Masini” diventato ‘Masani’) e per fare movimenti insieme a un ballerino («È la prima volta che ballo!»).

Registrando il ritorno sul palco dell’Ariston di Sabrina Salerno in nome del kitsch (il duetto ‘Siamo donne’ si tenne proprio lì nel 1991, in un generale scosciamento non proprio da orgoglio femminista), celebriamo la femminilità dai sedici ai settantaquattro anni:, e cioè dalla giovane Tecla, seconda soltanto a un cognome più importante (Gassmann, Leo) fino a Rita Pavone, un po’ penalizzata dal Minghi che ormai dylaniano, nella serata dei duetti, in ‘1950’ ha abolito le pause dai suoi testi. Fantastica la Zia Rita da sola in ‘Niente (Resilienza 74)’ scritta dal figlio George. Il ritorno, le standing ovation plurime, la voce oltre le leggi della normale usura, sono uno dei momenti indimenticabili di questo Settantesimo.

In quell’arco di età anagrafiche non reali s’inserisce Tosca, sesta con brano d’altri tempi, Premio Giancarlo Bigazzi. Vincitrice nella serata dei duetti a illuminare lo straripante patrimonio della canzone italiana che così bene, di giovedì, ha retto l’integrazione con i nuovi suoni, la sua ‘Piazza Grande’ in coppia con la spagnola Silvia Perez Cruz è stato un Premio Tenco in contemporanea.

Il brutto, il buono, il cretino

Partiamo dal buono. Fiorello, per il quale la Rai si sarebbe potuta risparmiare Benigni; Gabbani, re del buonumore; Achille Lauro, re della provocazione dal denudamento francescano in avanti. Tra i Pinguini e Piero Pelù, l’unica esplosione nucleare è stato l’ex Litfiba al quale il palco, anzi, tutto il teatro stava stretto (‘Gigante’ è titolo e pure aggettivo). Buono è Tiziano Ferro per il compenso girato in beneficenza; buono è Amadeus che si scusa per l’ora tarda («Volevo fare come mia nonna quando portavo gli amici a casa, e cucinava due torte, mentre ne bastava una»); buono il popolo Rai, che rende quello che nei meccanismi è «uno spettacolo povero, quasi da sussidiario» (cit. Eddy Anselmi), ma che diventa il miglior prodotto tv possibile in cui la musica s’impone ancora di essere dal vivo. Sono le maestranze della tv di Stato «dai guadagni sobri – spiega il megadirettore Stefano Coletta di domenica mattina – che mettono tutta la propria passione in un prodotto così fondamentale per l’azienda».

Il brutto. La spocchia di Junior Cally, che qualcuno ha preferito far esibire con la propria faccia, ma che è molto più simpatico con la maschera. Questo non impedisce di dire che ‘No, grazie’ è una canna (la canzone va nel ‘buono’). Sta nel brutto anche una regia televisiva che ci priva più volte delle inquadrature d’insieme (il finale di Gualazzi, sul quale si perde l’ensemble di ottoni che lo circonda). L’abuso di movimento e di ravvicinato (serve la Xamamina) paiono scelte visive di chi non ha la minima idea di cosa sia un concerto dal vivo.

C’è del buono e del meno buono nelle canzoni. Il nuovo che avanza è Elodie, il nuovo che non si sposta da dove sta è Levante (si presenta alla finale con look alla Nina Zilli, diventando esattamente Nina Zilli); il nuovo che indietreggia è il nulla sentimentale di Riki, il vorrei ma non posso materno di Giordana Angi (brava, però, nella ‘Nevicata del ‘56’ con Solis String Quartet) ed Enrico Nigiotti che ha sbagliato canzone. Quanto a Elettra Lamborghini, penultima come Vasco (fate le vostre considerazioni), del cacofonico “Restòscompàre” non ci libereremo prima dell’autunno.

E siamo al cretino: lo squallido teatrino Morgan-Bugo seguito all’eliminazione di venerdì, degno del salotto di Barbara D’Urso. Volano, di sabato, stracci incrociati tra il Roof e il Palafiori in una commedia tragica degna del miglior Claudio Villa, nella quale appare evidente – tra accuse di mobbing professionale da parte del primo e inviti a un trattamento sanitario obbligatorio da parte del discografico del secondo – la voglia del Castoldi di un après moi le déluge, o di un più italiano muoia Morgan e tutti i Filistei (ma vale anche Sansone e tutti i Bughi). A rimetterci, ‘Sincero’ (quale altro titolo), uno dei brani più belli ascoltati fino a quando è stato possibile.

Molto rumore per nulla

«Il rap serve poco per farlo. È un modo di arrangiarsi quando non hai mezzi. Per questo è un linguaggio che può parlare chiunque. L’Italia è una cultura forte, difficile aprire un varco a Sanremo. C’è una parte del pubblico che accoglie i cambiamenti e un’altra che li accoglie con più difficoltà, ma fa parte del processo per il quale un contenuto può cambiare il contenitore». L’edizione dello spauracchio rap l’ha riassunta così in settimana Rancore, e guardando alla classifica, il rap è davvero «ancora una nicchia di massa”, come pensa il critico Marco Mangiarotti.

Molto rumore per nulla, verrebbe da dire. A proposito di rumore: e il vincitore, vi chiederete? Lo si applaudiva prima che cantasse. Lasciando da parte le pressioni – «Senti, per il Premio Mia Martini la sala sarebbe orientata verso Tosca...». «Non ti preoccupare carissima, l’avrei votata comunque» – di Diodato in ‘Fai rumore’, impeccabile, al limite della freddezza, riusciamo a vederne la bravura e non la grandezza. Non c’entra la giacca da prestigiatore, ma una canzone alla Mengoni che non aggiunge niente di più alla storia. Ma ha vinto il Premio della Critica («Carissima, la sala sarà stata orientata, ma s’è orientata male») e il ‘Lucio Dalla’, e quindi cos’altro dire. È il bello del pensiero libero, che magari non sempre, ma fa rumore ed è bene sia così.

Guarda tutte le 5 immagini
© Regiopress, All rights reserved