Vallemaggia Magic Blues

Aspettando il quarto di secolo, una 24esima da ricordare

Highlights dall’edizione (di successo) appena conclusa. E per i venticinque anni gli organizzatori annunciano sorprese

Larissa Baumann
9 agosto 2026
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Non si farà dimenticare facilmente la 24esima edizione del Vallemaggia Magic Blues, dal 10 luglio al 6 agosto scorsi. Il termine di paragone più recente era la 23esima, e nomi quali Yardbirds, Treves Blues Band con Lou Marini, Atomic Rooster e FM, cui l’edizione di quest’anno ha risposto con Colosseum, Paul Jones e John Etheridge, Miller Anderson e Torbjörn Risager.

Il 2026 ha portato novità logistiche, ovvero lo spostamento della piazza principale da Cevio, ora rimpicciolita, ai Ronchini di Maggia e la modifica delle serate in chiave di ‘viaggio a discendere’ da Brontallo ad Avegno. Il fatto che il pubblico abbia apprezzato la nuova location – fa sapere l’organizzazione – farà sì che per il 2027 la formula sarà la stessa.

Pioggia permettendo

Le avvisaglie di pioggia non hanno fatto fuggire il pubblico di Brontallo, che per l’esordio del festival ha applaudito Ty Le Blanc e ancor prima i Green Lad, con la brava vocalist Vanessa Krättli. Più di Eric Sardinas, meno ispirato del solito, c’è da dire dei sardi del Bad Blues Quartet, retti dalla tecnica del chitarrista Federico Valenti all’energia della cantante Eleonora Usala. La pioggia ci ha messo del suo per ‘boicottare’ le European Blues Night, privando gli Charb-on di un soundcheck; meglio è andata ai Sacromund di Maurizio Pugno, quarant’anni di musica e una finestra di tematiche sociali affidata alla voce di Raffo Barbi. Quello della Eve Gallagher Band, invece, è stato un potente viaggio alle origini della musica nera.

In Pineta

Il battesimo della Pineta dei Ronchini è toccato al genovese Paolo Bonfanti con band, apprezzatissimo, forte della sua conoscenza enciclopedica del blues, “non scimmiottante”, credibile e di cuore. La Miller Anderson Band ha confermato il valore del virtuosismo che ha reso famosa e apprezzata per un lustro (1969-74) la Keef Hartley Band. La sera successiva, grande e prevedibile successo per i Colosseum, pionieri del prog rock e della fusion, dei quali il pubblico ticinese ricorderà per sempre le versioni di ‘Valentyne Suite’ e ‘Lost Angeles’. Quella degli svizzeri Basement Saints, in apertura di serata, è stata un’esplosione di hard rock, rock’n’roll e psichedelia.

Giganti britannici

E siamo alla due giorni di Avegno, dove è andata in scena la fusione di roots e rock della coesissima band di Thorbjörn Risager & the Black tornado, una sorta di Tedeschi Trucks Band europea che ha nel chitarrista Joachim Svensmark un vero innovatore dello strumento. Degnissima del tutto l’apertura di The Gamblers, realtà italiana dalla lunga storia, anche qui con un chitarrista in evidenza, Fabio Marza. C’erano Paul Jones & John Etheridge per la seconda serata, due giganti della musica britannica sullo stesso palco. Storica voce dei Manfred Mann, Jones ha incantato il pubblico con voce, armonica, passione, autenticità e magia. Etheridge, anima dei Soft Machine, ha ‘cantato’ con la sua chitarra. Degnissima anche in questo caso l’apertura della Delta Groove Band, con un set di brani per lo più originali, suonati con altrettanta passione.

Gran finale

Il festival è tornato poi alla Pineta per Larissa Baumann ed Eric Steckel. Presenza scenica carismatica e grandi doti vocali per Baumann, che ha conquistato il pubblico, forte anche di una band di straordinari musicisti, Dave Feusi al sassofono su tutti. In apertura i Take The 55, il cui repertorio – tra juke-joint e southern roots, sebbene per nulla scontato – meriterebbe forse un ambiente più intimo. Incendiario, come prevedibile, è stato il set di Eric Steckel, che con l’aggiunta di un organista, il grande Aldo Banfi, ha dato ulteriore respiro a quanto già capace di produrre in trio. Coinvolgente l’apertura dei Sideburn, con il cantante Roland Pierrehumbert in evidenza.

Questa è stata, riassunta per sommi capi, la 24esima edizione. C’è una ricorrenza importante all’orizzonte, il quarto di secolo del Vallemaggia Magic Blues, e per la 25esima edizione i responsabili assicurano “sorprese”. Le scopriremo prima del prossimo luglio (Agggiornamenti su www.magicblues.ch).

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