"Milano, finalmente a San Siro! E' un'emozione suonare in questo leggendario stadio, 50 anni fa non pensavamo certo che ci saremmo esibiti qui un giorno, per giunta di fronte a un pubblico così numeroso, come mai avuto in Italia, è davvero un sogno" ha detto dal palco il frontman Bruce Dickinson, giacca di pelle e capelli lunghi d'ordinanza. Per festeggiare il mezzo secolo di musica, lo storico gruppo fondato nel 1975 - oggi formato dallo stesso Dickinson, che entrò in formazione nel 1982, il bassista Steve Harris, il batterista Simon Dawson e i tre chitarristi Dave Murray, Adrian Smith e Janick Gers - sta portando in giro per il mondo 'Run for Your Lives. From Iron Maiden to Fear of the Dark", il tour con cui ripercorre i primi 9 album della sua storia, dall'omonimo disco di debutto del 1980 a quello del 1992. Era sempre il 1980 quando la band heavy metal inglese esordì in Italia, al velodromo Vigorelli di Milano, in supporto ai Kiss. Oggi, quasi tutti intorno ai 70, gli alfieri del genere - che in mezzo secolo di carriera hanno venduto oltre 130 milioni di album e tenuto più di 2.400 concerti in tutto il mondo - sono tornati con un appuntamento non sold out, ma destinato comunque a entrare nella storia della musica dal vivo del nostro paese, primo gruppo metal a entrare a San Siro, tappa della tournée europea che terminerà l'11 luglio in Inghilterra.
Ad aprire lo show, 'Murders in the Rue Morgue', il brano ispirato ad Edgar Allan Poe datato 1981, come le seguenti 'Wrathchild' e la titletrack dell'album da cui sono estrapolati, 'Killers'. Viene dall'album di debutto che porta il loro nome, mutuato dall'antico strumento di tortura 'Vergine di ferro', invece, la suggestiva 'Phantom of the Opera', ma è 'The Number of the Beast', la title-track del disco che ha consacrato la band a livello mondiale, con l'inconfondibile urlo iniziale di Dickinson, la prima canzone ad accendere gli oltre 40mila di San Siro. Spazio poi a tracce epiche come 'Powerslave' e 'Rime of the Ancient Mariner' - anno 1984 - prima della lunghissima 'Run to the Hills', uno tra i primi singoli di enorme successo della band, incentrato sul conflitto tra i nativi americani e i coloni.
Mentre gli schermi laterali amplificano l'immagine del gruppo, su quello centrale scorrono immagini evocative, dai film di Murnau all'iconica mascotte Eddie, che accompagnano per tutto il concerto la serrata setlist, che passa da 'Seventh Son of a Seventh Son' all'incalzante 'The Trooper', un classico della band ispirato alla carica della Brigata Leggera, sulle cui note il cantante - che l'altro giorno si è pure allenato a fioretto alla palestra Pro Patria et Libertate di Busto Arsizio - sventola sul palco la bandiera italiana. La passeggiata nella storia scorre veloce fino ai bis dove si scatena di nuovo un coro da stadio con l'epica e oscura 'Fear of the Dark', che apre la strada a 'Wasted Years', ultimo brano di un concerto che sigilla 50 anni di una carriera straordinaria, immortalata dal documentario 'Burning Ambition', celebrata dall'ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame e che - da quanto visto e sentito stasera dai 45mila del Meazza - non sembra per nulla prossima alla fine.