Musica

Martha Argerich incanta Milano al Teatro Dal Verme con l'Orchestra della Svizzera Italiana

Concerto sold out trasferito al Dal Verme per l'improvvisa chiusura della Sala Verdi, Argerich ha eseguito il Concerto n.1 di Beethoven e un bis di Scarlatti

14 marzo 2026
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Un pubblico entusiasta ed emozionato ha salutato con applausi scroscianti e interminabili questa sera al Teatro Dal Verme di Milano Martha Argerich, leggenda mondiale del virtuosismo pianistico, in un concerto con l'Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Charles Dutoit, uno fra i più premiati direttori al mondo, collaboratore storico dell'artista e suo compagno nella vita.

Un evento straordinario, 'sold out' da tempo, messo in calendario 'fuori abbonamento' dalla 'Società del Quartetto' di Milano come unico appuntamento italiano di una lunga tournée internazionale. Concerto che ha tenuto col fiato sospeso tutti gli appassionati milanesi perché ha rischiato di essere cancellato all'ultimo momento per l'improvvisa e temporanea chiusura della Sala Verdi del Conservatorio, e che solo l'intervento del Comune di Milano e la disponibilità della Fondazione 'I Pomeriggi Musicali' - come ha spiegato la presidente del 'Quartetto', Ilaria Borletti Buitoni - ne ha reso possibile il trasferimento quasi immediato al Teatro Dal Verme.

Considerata una delle più grandi pianiste di tutti i tempi, vincitrice del Premio Chopin di Varsavia nel 1965 e di tre Grammy Awards, resa celebre anche dal suo temperamento impetuoso, oltre che per la tecnica prodigiosa, Martha Argerich (nata a Buenos Aires nel 1941) ha mostrato il suo grande talento giovanissima con la vittoria del Concorso Busoni e al Concorso di Ginevra nel 1957, a soli 16 anni. Il suo debutto alla Società del Quartetto è avvenuto solo due anni dopo, il 17 marzo 1959. E ancora oggi (85 anni fra tre mesi) continua a sfidare le leggi del tempo, incantando il pubblico di ogni Paese, con una tecnica perfetta quanto appassionata, dando l'impressione di sfiorare i tasti, leggera come una nuvola.

A Milano ha eseguito il 'Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in do maggiore' di Beethoven, lo stesso che, 'enfant prodige', eseguì al suo debutto, all'età di otto anni, nel 1949, all'Auditorio Radio El Mundo di Buenos Aires. Un brano, composto dal musicista tedesco tra il 1795 e il 1801, che richiede vigore giovanile e sensibilità lirica, doti che hanno reso la Argerich l'interprete di riferimento per questo repertorio. Al termine del brano il pubblico in visibilio l'ha acclamata con calorosi, interminabili applausi e grida di approvazione fino a quando non ha concesso un 'bis', affrontando con altrettanto virtuosismo un breve brano di Domenico Scarlatti.

La serata si è aperta con l'esecuzione dell'Orchestra di 'Ma mère l'Oye', raffinata suite orchestrale di Maurice Ravel ispirata alle fiabe francesi. In chiusura la Sinfonia n. 4 op. 90 'Italiana' di Felix Mendelssohn, opera giovanile del compositore tedesco, abbozzata durante un suo viaggio in Italia, ispirandosi ai colori e alla vitalità del nostro Paese.