L'attrice americana Zoe Saldaña ha incontrato oggi il pubblico del Locarno Film Festival al Forum @ Spazio Cinema. L'interprete di "Avatar", "Guardiani della Galassia" e "Emilia Pérez" ha ripercorso la sua carriera, parlando anche dell'importanza della rappresentazione e dell'essere una donna di colore a Hollywood.
In una conversazione moderata dal critico di cinema inglese John Bleasdale, la star americana afferma "Sono una donna di colore molto orgogliosa e figlia di immigrati".
Classe 1978, cresciuta a New York, Zoe Saldaña ha vissuto nella Repubblica Dominicana e ha anche origini portoricane. Dal punto di vista culturale "sono piuttosto di origine dominicana", precisa.
Cresciuta bilingue, inglese e spagnolo, la star hollywoodiana ha i piedi per terra ed emana una semplicità e un'umanità incredibili. "Riportarci alla loro terra madre è stata la cosa migliore che i miei genitori abbiano fatto per me e le mie sorelle", spiega.
La bellissima Saldaña è nota, tra l'altro, per i suoi ruoli di Gamora nella saga della Marvel e di Neytiri nei film di "Avatar" di James Cameron. Per la sua interpretazione in "Emilia Pérez" del regista francese Jacques Audiard si è aggiudicata, fra gli altri, il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes e il Premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 2024.
La star prima della conversazione ha ricevuto un Pardo speciale, conferitole dalla presidente del Locarno Film Festival Maja Hoffman e dal direttore artistico Giona A. Nazzaro.
Prima di lanciarsi nella recitazione, Zoe Saldaña ha praticato il balletto per dieci anni, senza però mai professionalizzarsi. Il balletto è "alzarsi ogni giorno condizionando il tuo corpo per diventare qualcosa", afferma. "Tutto ruota attorno ai piedi, che ti sostengono". "L'impatto positivo è stata la disciplina e la connessione con il corpo, se porti il tuo corpo ad un estremo, può fare cose incredibili", aggiunge.
"Quando mi mancavano le parole per comunicare il balletto è diventato una terapia, un amico", spiega. "Era quello di cui avevo bisogno per spostarmi da una forma d'arte ad un'altra", ovvero passare da ballerina ad attrice.
Le viene chiesto come tenga i piedi per terra. "Non sono ambiziosa, non ho un piano su due o cinque anni, mi stressa. Sono un'artista e continuerò ad esserlo per il resto della mia vita, non ho altra scelta, voglio connettermi con altri umani", dice. "Voglio solo fare arte, ho sposato un artista perché non sono ambiziosa. Però bisogna comunque fare le cose bene".
Nel corso della conversazione più volte l'attrice ha sottolineato il fatto di quanto sia fiera dell'essere una donna di colore, rivelando di voler "creare più opportunità per i latinos".
"La cosa che ho evitato è di essere scelta per qualcosa perchè sono di colore. Voglio essere scelta per le mie capacità, il mio curriculum", afferma. "Per sentirmi apprezzata, devo essere disciplinata nelle scelte che faccio", aggiunge.
"Amo le donne, siamo incredibili", dice. "Penso di avere abbastanza esperienza nell'essere isolata e vista come un'altra o extraterrestre, non perfetta, quando guardo a una donna come Gomora o Neytiri penso di poter aggiungere qualcosa", afferma. "Posso darmi il permesso di interpretare donne che sono eroine".
La star al momento detiene un record: ha recitato nel maggior numero di film con record di incassi al botteghino, "finché Scarlett Johansson non me lo ruba", scherza l'attrice.
Le viene chiesto come sia lavorare con James Cameron, "il suo storytelling mi parlava quando avevo sette anni, quando ha scritto 'Terminator' stava facendo qualcosa di incredibilmente umano e prevedibile, il ruolo che aveva dato a Sarah Connor mi parlava, volevo essere lei", dice.
"Lavorare con lui è così profondamente educativo, illuminante, stimolante. Vivo per lavorare con registi come lui. 'Avatar' è il suo modo di vivere in linea con il pianeta", spiega.
"Quando ho lavorato con loro e mi hanno guardato negli occhi mi hanno visto come un'artista, eguale a un'altra donna, ad un uomo", parla evocando i registi con i quali ha collaborato, tra cui anche Steven Spielberg. "Credo che possiedano tutti un livello di inclusività intrinseco", dice. L'attrice ha recitato anche in "Absence of Eden" (2023) di suo marito Marco Perego, emigrato di origini italiane.
"Voglio diventare regista, ma prima voglio essere mamma dei miei tre figli ed essere una moglie", afferma. "Al momento sono contenta di essere attrice e di essere parte del progetto di mio marito che è regista e produce vari film".
"Un giorno per me sarà importante passare alla regia - con le mie sorelle abbiamo già scelto un libro - parla di una coppia afroamericana nel dopoguerra, una donna che fa tutto e non sa se suo marito è gay o eterosessuale. Sono temi universali", spiega. "Non ho mai visto questi temi raccontati attraverso gli occhi di persone di colore, se nessun altro lo farà, vorrei essere la regista. Penso che queste comunità ne abbiano bisogno", dice.
"A volte ero un po' snob e pensavo che solo i film meritavano il mio lavoro", dice, evocando "Lioness", serie tv in cui recita al fianco di Nicole Kidman. "Una buona narrazione può trovare spazio ovunque", precisa. "Mi attira il futuro, non voglio interpretare ruoli del passato", spiega.
Al termine della conversazione Zoe Saldaña ha firmato autografi, tra cui uno su una bandiera della Repubblica Dominicana, e scattato varie selfie con i suoi fan. Un altro segno del suo essere con i piedi per terra e molto aperta.