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11.08.2022 - 14:18

Immagini dell’immondizia e di un’umanità persa

‘Matter Out of Place’ dell’austriaco Nikolaus Geyrhalter vs ‘Regra 34’ della brasiliana Julia Murat: emozioni contrastanti

di Ugo Brusaporco
immagini-dell-immondizia-e-di-un-umanita-persa
‘Matter out of place’

Film che fanno discutere e pensare in questo Concorso che domani chiuderà per lasciare il tempo alla Giuria guidata dal produttore Michel Merkt, già vincitore qui del Raimondo Rezzonico Award nel 2017, di assegnare il suo atteso palmarès. In attesa degli ultimi due, abbiamo visto il documentario ‘Matter Out of Place’ del pluripremiato regista austriaco Nikolaus Geyrhalter, e la fiction ‘Regra 34’ (Rule 34) della premiatissima regista brasiliana Julia Murat. Due film che già sulla carta erano molto attesi e che sullo schermo hanno portato emozioni contrastanti.

Non c’è peggio al peggio

‘Matter Out of Place’ è un film che si rifà agli scritti di Mary Douglas riguardanti il tema ‘Purezza e pericolo: un’analisi dei concetti d’inquinamento e tabù’, pubblicati nel 1966, un percorso-analisi che ebbe come seguito una teoria in architettura alla fine del XX secolo che rivelava come essa concentrasse l’attenzione sulle relazioni tra sporco, pulizia e progettazione e organizzazione dello spazio. Si tratta di un’area precedentemente trascurata nel pensiero architettonico, ma la sporcizia rimane un punto focale importante all’interno della teoria architettonica e urbana, con implicazioni per la pratica, come dimostra con coraggio questo film che non è chiaramente un film ambientalista, ma piuttosto un documentario pragmatico che diventa documento per le generazioni future.

Nikolaus Geyrhalter lo apre con immagini di un grande campo di patate nella zona alpina; una scavatrice lentamente porta all’esterno ciò che appena sotto il suolo si trova ed è un delirio di sporcizia varia che va in profondità. I tecnici presenti discutono e ricordano: fin dagli anni 40 e fino agli anni 70 dello scorso secolo gli abitanti del luogo lo usavano come discarica, ma anche recentemente hanno continuato a farlo, compromettendo l’agricoltura e le falde acquifere. Che fare? Si ributta dentro tutto! E non c’è peggio al peggio: in Nepal, dove lontano dall’Everest si raccolgono malamente i rifiuti portati da lunghe file di camion su una collina scavata, per diventare una discarica a cielo aperto più alta della collina che c’era. E si va nelle località alla moda marine e si scopre dove va a finire l’immondizia e si trattiene il pianto. Lo stesso succede sulle località turistiche alpine e nel deserto del Nevada, e si resta scioccati dal nostro non aver visto, dal nostro non aver capito la follia di un sistema sociale, politico e religioso, che celebra i miti del consumismo, incapace di farne vedere le conseguenze.


‘Matter out of place’

‘If it exists, there is porn of it. No exceptions’

Su un altro pianeta ci porta invece ‘Regra 34’, il titolo e l’argomento sono ispirati alla famosa regola 34 di internet "If it exists, there is porn of it. No exceptions" (Se esiste, allora c’è la sua versione porno. Senza eccezioni). Protagonista del film è Simone (un’allegra Sol Miranda), una studentessa all’ultimo anno di legge che si guadagna da vivere offrendo i suoi giochi sessuali su internet. Succede che il suo desiderio sessuale si amplifichi prima aprendosi ad altre donne, poi in giochi in tre con un timido ragazzo, fino – da sola – a offrirsi mentre si strangola, o con un sacchetto mentre si soffoca. Aumentando il suo incasso, si offre in un gioco pericoloso, sempre su internet, con un coltello e un bicchiere rotto con il ragazzo. Ora pronta a tutto, richiede ancora più soldi per incontrarsi nel suo appartamento senza regole. Un uomo bussa alla sua porta, lei non sa se aprire.

Film pornografico e violento, un film paradossale che, mentre vuole celebrare la libertà sessuale, la trasforma in prostituzione: la protagonista si mantiene con la sua libertà sessuale! Questo offre le spalle a chi può vedere nel film la decadenza della gente di colore, come la protagonista, e nel Brasile di Bolsonaro un gettone in più per la sua politica per la famiglia e contro il degrado morale. Certo, sulla violenza del film la regista ricorda che sua madre fu torturata durante la dittatura, ma non basta a giustificare quella che si vede nel film, anche se ispirata al BDSM sigla che sta per: Bondage & Disciplina (B&D) Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds) Sadismo & Masochismo (S&M o SM), una regola guidata delle leggi in vari Paesi e di solito machista. Un film, del resto, ben fotografato e con misura montato, ma qualche volta non basta.


‘Regra 34’

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