04.08.2021 - 13:58

Il cinema torna in piazza

Bollettini MeteoSvizzera e dati sui contagi alla mano, il rito collettivo si è ripetuto, per riaffermare con forza il valore collettivo dell’arte cinematografica

di Ivo Silvestro
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Rito collettivo (Ti-Press)

Il Festival è tornato in Piazza Grande, ieri sera: anche se solo per la proiezione gratuita del prefestival, è stato bello sedersi dopo un anno di assenza pandemica sulle seggiole gialle e nere per partecipare al rito collettivo del cinema con l’unica preoccupazione delle possibili piogge, consultando i bollettini di MeteoSvizzera invece di quelli dell’Ufficio federale della sanità pubblica sull’andamento dei contagi.

Certo per accedere alla piazza è stato necessario mostrare il Certificato Covid, un’aggiunta ai controlli di sicurezza che già da qualche anno accompagnano gli spettatori: una parte dell’esperienza festivaliera della quale tutti speriamo di poter presto fare a meno, così come molti sperano di poter fare a meno delle prenotazioni obbligatorie che, imponendo di programmare in anticipo gli appuntamenti, tolgono la quella leggerezza dell’entrare al buio in una sala per lasciarsi sorprendere da quel che proiettano.

Ma non è questa la sede per discutere dei compromessi più o meno necessari per superare la pandemia: parliamo del Locarno film festival, della 74ª edizione che partirà ufficialmente oggi e sulla quale si concentrano tante aspettative. È la prima edizione del nuovo direttore artistico Giona A. Nazzaro, scelto dal presidente Solari dopo la brusca separazione da Lili Hinstin, le cui scelte interessanti e onnivore attendono ora il giudizio del pubblico e della critica; è l’edizione dei cinquant’anni di proiezioni in Piazza Grande e di avvicinamento all’ancora più importante anniversario dei 75 anni; soprattutto è l’edizione che arriva dopo l’anomalo festival del 2020 con la sua offerta ibrida. Insomma, Locarno74 si ritrova non solo a celebrare il cinema in tutte le sue forme, ma anche a riaffermare con forza il valore collettivo dell’arte cinematografica, il che vuol dire non solo guardare insieme un grande schermo, ma soprattutto incontro e condivisione.

Inevitabilmente ci saranno delusioni, ma il tempo dei bilanci sarà a metà agosto, visti e film e consegnati i Pardi. Intanto, non possiamo non notare la scelta del film d’apertura di Piazza Grande: ‘Beckett’ di Ferdinando Cito Filomarino con John David Washington, un film d’azione che il festival porta in piazza una settimana prima che Netflix lo proponga in esclusiva ai suoi abbonati. È confortante sapere che anche dopo la pandemia i giganti dello streaming credono nel cinema.

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