Musica

Jaco Pastorius a 50 anni dalla rivoluzione

Uscito nell’estate del 1976 per la Epic, l'album eponimo cambiò la storia dello strumento

Jaco Pastorius a 50 anni dalla rivoluzione
(Wikipedia)
2 novembre 2026
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Cinquanta anni fa, nel 1976, Jaco Pastorius pubblicava un primo album eponimo che avrebbe sconvolto il ruolo del basso elettrico nel jazz. Qualche mese più tardi, il giovane musicista americano faceva tappa a Montreux con i Weather Report. Fin dalle prime battute di ‘Donna Lee’, il tono è già chiaro: su questa reinterpretazione dello standard bebop associato a Charlie Parker non ci sono chitarre né pianoforti a esporre la melodia, poiché è Jaco Pastorius a occuparsene con il basso elettrico, accompagnato dalle sole percussioni di Don Alias.

Uscito nell’estate del 1976 per la Epic, ‘Jaco Pastorius’ (1951-1987) segna il debutto solista del musicista, all’epoca ventiquattrenne. Con il suo basso fretless, privo di tasti, il musicista cresciuto in Florida fa del basso elettrico molto più di un semplice strumento di accompagnamento, affidandogli melodie, accordi e improvvisazioni. ‘Portrait of Tracy’, suonata da solo al basso, ne diventa una delle dimostrazioni più celebri. Cinquant’anni dopo, il brano resta strettamente associato alla tecnica di Pastorius e al suo utilizzo degli armonici.

Per questo primo disco, registrato principalmente a New York nel 1975, il bassista si circonda di diversi grandi nomi del jazz. Herbie Hancock interviene su più brani, al fianco in particolare di Wayne Shorter, Lenny White, David Sanborn, Michael e Randy Brecker o ancora del flautista Hubert Laws. L’album viaggia tra jazz, funk, soul e ritmi latini. In ‘Come On, Come Over’, Pastorius si rivolge così al duo soul Sam & Dave, mentre ‘Continuum’, ‘Opus Pocus’ o ‘(Used to Be a) Cha-Cha’ mostrano le differenti sfaccettature della sua scrittura.

‘Black Market’

L’anno 1976 è decisivo per il bassista. Parallelamente all’uscita del suo disco, entra a far parte dei Weather Report, il gruppo di jazz fusion guidato dal tastierista Joe Zawinul e dal sassofonista Wayne Shorter, dopo aver partecipato a due brani dell’album ‘Black Market’. Il musicista fa il suo debutto sul palco con la formazione in primavera. Qualche mese più tardi, i Weather Report passano dalla Svizzera: l’8 luglio 1976, Pastorius sale sul palco del Casino di Montreux all’interno della band; in programma figurano in particolare ‘Barbary Coast’, la sua composizione registrata su ‘Black Market’, ma anche ‘Portrait of Tracy’, tratta dal suo album solista. Il concerto mostra un Pastorius ancora esordiente nel gruppo, ma già ampiamente messo in primo piano. La prestazione, filmata per la televisione, sarà successivamente pubblicata con il titolo ‘Live at Montreux 1976’ ed è visibile su Youtube.

L’avventura con i Weather Report proseguirà fino all’inizio degli anni Ottanta. Pastorius parteciperà in particolare a ‘Heavy Weather’ (1977), uno degli album più celebri del gruppo, portando ‘Teen Town’, divenuto uno dei suoi brani emblematici. In parallelo, il bassista moltiplica le collaborazioni: suona, per esempio, con Joni Mitchell, Pat Metheny e Herbie Hancock, imponendo progressivamente la sua sonorità immediatamente riconoscibile nel jazz e nella fusion della fine degli anni Settanta.

21 settembre 1987

Nato il primo dicembre 1951 in Pennsylvania e cresciuto in Florida, John Francis Anthony Pastorius III aveva iniziato suonando la batteria prima di dedicarsi al basso. Si era fatto conoscere sulla scena musicale della Florida prima di firmare con la Epic nel 1975. La fine della sua vita era stata segnata da disturbi bipolari, problemi di alcolismo e una grande precarietà. Il 21 settembre 1987 la morte, a soli 35 anni. La causa, le lesioni riportate nove giorni prima durante una violenta lite con il gestore di un club della Florida che gli aveva rifiutato l’ingresso, il quale si dichiarerà in seguito colpevole di omicidio colposo.

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