Il ricordo

Addio a Tim Curry, star del ‘Rocky Horror Show’ e di ‘It’

Fu Frank-N-Furter a teatro e al cinema e clown malefico nell'‘It’ per il grande schermo, i due momenti più celebrati di una carriera lunga mezzo secolo. È morto a Los Angeles all'età di 80 anni

(Keystone)
26 agosto 2026
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Quel ghigno demoniaco era il suo marchio di fabbrica. Nel musical ‘Rocky Horror Show’, a teatro, scioccò la sala interpretando Frank-N-Furter, lo scienziato ossessionato dal sesso. Più tardi, al cinema, fece venire gli incubi a tutti nei panni del clown horror Pennywise.

L’attore britannico Tim Curry è morto lo scorso 25 agosto all’età di 80 anni, la notizia è stata riportata concordemente da diversi media, citando la sua manager. Quando nel 1973 apparve per la prima volta nel ‘Rocky Horror Show’ – truccato, con reggicalze e tacchi a spillo –, mise a dura prova la sensibilità del pubblico nel Regno Unito conservatore. Si dice che sua madre avesse già provato imbarazzo in platea quando, qualche anno prima, il figlio aveva ballato nudo sul palco per il suo primo ruolo, nel musical ‘Hair’. Tuttavia, con il personaggio di Frank-N-Furter, l’attore trovò il ruolo della vita.

Nella Gran Bretagna degli anni ’70, il musical di Richard O’Brien, così carico di allusioni sessuali, era considerato audace. Nessuno avrebbe potuto immaginare che un’opera incentrata su uno scienziato alieno bisessuale in abiti femminili (“il travestito del pianeta Transsexual, nella galassia Transylvania”) sarebbe diventata un fenomeno mondiale. Eppure lo divenne, soprattutto dopo la trasposizione cinematografica del 1975. E Curry assurse a icona della comunità gay.

‘Non mi piace, ma sto al gioco’

L’attore e cantante nasce nel 1946 nella contea del Cheshire con il nome di Timothy James Curry. A causa della carriera militare del padre – scomparso prematuramente – trascorre parte della sua infanzia a Hong Kong, poi studia recitazione all’Università di Birmingham. Prima di essere coinvolto nel ‘Rocky Horror Show’ da O’Brien, suo collega in ‘Hair’, recita con la Royal Shakespeare Company e interpreta piccoli ruoli televisivi.

Il ‘Rocky Horror Show’ debutta il 16 giugno 1973 davanti a un pubblico di appena 85 persone. Dopo un avvio stentato, la sala al piano superiore del Royal Court Theatre finisce per rivelarsi troppo piccola. Due anni dopo la prima, Curry porta il brano ‘Sweet Transvestite’ anche sul grande schermo, sempre vestendo i panni del Dr. Frank-N-Furter. L’adattamento cinematografico, intitolato ‘Rocky Horror Picture Show’, renderà celebre quel sorriso in tutto il mondo. Curry, tuttavia, non ha mai amato particolarmente la fama che ne derivò: “Non mi piace”, dichiarò al Guardian, “ma sto al gioco”.

Teatro e musica pop

Inizialmente, Curry appare soprattutto in televisione, non al cinema. Recita inoltre regolarmente nel West End di Londra, a Broadway, a New York (ne ‘L’opera da tre soldi’ di Brecht e nel ‘Canto di Natale’ di Dickens, per esempio). Per la sua interpretazione di Wolfgang Amadeus Mozart nella versione Broadway di ‘Amadeus’ riceve una candidatura al Tony Award come miglior attore protagonista. Tenta anche la strada della musica pop, in fondo aveva cantato in chiesa fin da bambino e nei panni di Frank-N-Furter aveva dimostrato di possedere le doti necessarie. Se la colonna sonora del ‘Rocky Horror Picture Show’ vende milioni di copie, i suoi album ‘Read My Lips’ (1978), ‘Fearless’ (1979) e ‘Simplicity’ (1981) non ottengono successo commerciale. Il singolo ‘I Do The Rock’, scritto insieme al compositore Michael Kamen (‘Die Hard’), riesce comunque a entrare nelle classifiche statunitensi.

Hollywood e il doppiaggio

A partire dagli anni ’80, la carriera cinematografica finalmente decolla: Curry recita nel musical di John Huston ‘Annie’ e nella commedia gialla ‘Signori, il delitto è servito’. Nel 1985, per il film ‘Legend’ di Ridley Scott con Tom Cruise, indossa i panni del Signore delle Tenebre in un costume diabolico: sebbene la sua avventura nel fantasy si sia rivelata un flop al botteghino, oggi gode di uno status di culto. Nel suo spettacolare costume, Curry è comunque quasi irriconoscibile.

Alla fine del decennio si trasferisce negli Stati Uniti. “Me ne sono andato a Los Angeles perché lì puntano le telecamere su di te”, dichiara al New York Times. “E io voglio che lo facciano”. La scelta si rivela vincente. Negli anni ’90 appare molto più spesso davanti alla macchina da presa, sebbene prevalentemente in ruoli secondari, leggendaria è l’interpretazione del terrificante Pennywise nel classico horror ‘It’, tratto dal libro di Stephen King. Recita, tra gli altri, in ‘Caccia a Ottobre Rosso’, ‘Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York’ e ‘I tre moschettieri’, e anche ne ‘I Muppet nell’isola del tesoro’, il film da lui preferito, per poi concentrarsi sempre di più sul doppiaggio, prestando la sua voce inconfondibile a innumerevoli personaggi di cartoni animati, serie per bambini e videogiochi, e ricevendo numerosi riconoscimenti. Si dedica inoltre alla lettura degli audiolibri.

La vita dopo l’ictus

In seguito a un ictus subito nel 2012 – all’epoca aveva 67 anni – Curry è rimasto parzialmente paralizzato e costretto su una sedia a rotelle. Cosa che non gli ha mai fatto perdere il senso dell’umorismo: “Il giorno prima dell’ictus ho fumato tre pacchetti di sigarette – scherzava di recente in un’intervista al Guardian –, non lo farò più”. Non si è mai lasciato abbattere e ha continuato a lavorare come voce narrante e doppiatore. Quando, nel 2016, viene realizzato il remake televisivo del ‘Rocky Horror Picture Show’, Curry vi partecipa nel ruolo del narratore, durante convention e festival, entusiasma i fan con aneddoti tratti dalla sua vita avventurosa. L’anno scorso ha pubblicato la sua autobiografia, ‘Vagabond’, di cui ha anche registrato la versione audiolibro.

Secondo il sito ufficiale dell’attore, Tim Curry non si è mai sposato e non ha figli. Per il resto, non si sa nulla della sua vita privata. In ‘Vagabond’ ne ha spiegato il motivo: “Le questioni di cuore o di letto – con tutto il rispetto – non sono affar vostro, dannazione”.

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