Il film "Dau" è di produzione tedesca. Il regista Illya Khrzhanovsky ha rinunciato alla cittadinanza russa ed è un noto oppositore dell'invasione ucraina.
In riferimento alle dichiarazioni di ieri 17 agosto del Ministero degli Esteri ucraino sulla presenza del film Dau del regista Illya Khrzhanovsky nella selezione ufficiale della 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, la Biennale di Venezia precisa i seguenti fatti e verità a smentire affermazioni false, si legge in una nota della stessa Biennale.
Dau è un film di produzione tedesca, con Francia e Svezia come Paesi coproduttori. Il film è stato finanziato da Arte, WDR, Swedish Film Institute e Hubert Bals Fund (Paesi Bassi). Il regista Illya Khrzhanovsky non è cittadino russo; infatti ha rinunciato alla cittadinanza russa. Possiede la cittadinanza tedesca, britannica e israeliana.
La sua opposizione all'invasione russa dell'Ucraina è nota fin dall'inizio del conflitto: la Russia lo ha inserito nella sua lista di "agenti stranieri", accusandolo di attività dirette contro lo Stato e collegando il suo lavoro a operazioni terroristiche.
L'organizzazione XY, creata nel 2023 da Khrzhanovsky in collaborazione con il giornalista Mickhail Zygar, è un'organizzazione no-profit con l'obiettivo di contrastare la propaganda russa e sostenere iniziative culturali indipendenti contro la guerra in Ucraina, si sottolinea nella nota.
Nel febbraio del 2024 è stata dichiarata "organizzazione indesiderata" dalla Procura Generale della Russia. Il film Dau si propone come un atto di accusa contro ogni sistema totalitaristico e la sua intrusione nelle vite degli individui, compromettendone la libertà. Sebbene Sergey Adoniev sia stato coinvolto in un momento del progetto ventennale in più parti, non ha contribuito al film Dau, in concorso a Venezia. Il progetto e Adoniev si sono separati prima di questo film nel 2019. La Biennale di Venezia ribadisce che mai escluderà dalle sue manifestazioni partecipanti in base alla provenienza geografica e alla nazionalità. Firmato: Ufficio stampa La Biennale di Venezia