Culture

OtherMovie Lugano Film Festival, il cambiamento per immagini

Proiezioni, mostre, dibattiti, musica, incontri: presentata la 15esima edizione, in programma dal 17 al 25 aprile

31 marzo 2026
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“Se una società è in grado di riconoscere, comprendere e accompagnare in maniera costruttiva un’evoluzione, riesce a mantenere il proprio equilibrio aggiornandosi”. È in queste righe il senso del 15esimo OtherMovie Lugano Film Festival, dal 17 al 24 aprile per tematizzare alcuni dei cambiamenti in corso nel mondo. “Clima, territorio, diversità, identità, integrazione, sensibilità verso i più deboli e in meno visibili”, una rosa di concetti reperibili in oltre cinquanta proiezioni, unite a mostre, dibattiti, conferenze, musica e incontri.

Drago Stevanovic, deus ex machina dell’evento, fa gli onori di casa nelle stanze di Palazzo Civico e si fa tramite della volontà del festival di essere un “ponte fra culture ed espressioni artistiche”, che avvicini “a una società più inclusiva”. OtherMovie tiene botta in un momento non ricco, economicamente parlando: “Risorse e mezzi messi sul campo non sono forse ottimali”, dice il vicesindaco Roberto Badaracco, tra gli ospiti dell’incontro di presentazione, ma la situazione finanziaria della città quella è, tanto che poco dopo la conferenza si saprà che Estival Jazz sarà a pagamento. Altro da dire non c’è se non che “le risorse culturali fanno scadere l’offerta complessiva” e il tutto “ricade sulla qualità di vita del cittadino”. Rallegriamoci dunque per “i titoli importanti di questa edizione, che toccano i nervi scoperti della società”, chiude Badaracco. In questo senso, “è importante che la cultura ci ponga tematiche in maniera anche violenta, anticonformista”.

Sezioni

Sono sei i concorsi artistici dell’OtherMovie 2026. ‘OtherSwiss Short’ quello dedicato ai cortometraggi svizzeri, ‘[S]guardo da vicino’ quello dei corti internazionali. ‘L’incontro’ riguarda i lungometraggi, ‘OtherMovie Award for Best Animated Short Film’ l’animazione. La ‘Music Video Competion’ è tutta nel titolo e così il VideoArt Contest. Il giudizio è nelle mani del presidente di giuria, il regista Matteo Balsamo, e di Fide Daye, regista e direttore dell’African Diaspora Cinema Festival di Firenze, della regista, produttrice, sceneggiatrice e attrice Rosella Bertone, della regista, sceneggiatrice e attrice Céline Lancini e del filmmaker Amol Bhagat.

Sette invece le ideali sezioni tematiche dalle quali attingiamo per riassumere parte del programma. ‘Dall’apartheid al lupo’ è la prima, e porta con sé il film d’apertura del festival, sabato 18 aprile alle 20.15 al Lux di Massagno: ‘Laundry’ di Zamo Mkhwanazi ci porta nei sogni di musicista del 16enne Khutala nella Johannesburg del 1968, in pieno apartheid. In apertura di tutto, ‘Lupi nostri’ di Samer Angelone, film svizzero che tematizza una questione – il lupo – attualissima a queste latitudini.

L’India è un’altra delle sezioni, aperta da ‘Mamma Yamuna’ di Vito Robbiani, documentario sull’inquinamento del fiume sacro che scorre dietro al Taj Mahal, dapprima nel pre-Festival del 14 aprile per gli studenti del CPT e poi il 19 aprile all’Iride. “È girato in India ma non è un film sull’India”, spiega il regista presente in conferenza, “è piuttosto un film sulla relazione contraddittoria che l’uomo ha con la natura, con l’India quale palcoscenico”. Il 21 aprile Victor J. Tognola racconterà il suo incontro con Sai Baba. L’omaggio all’India s’inserisce in ‘India: The Flavor of Chai and Change’, la due giorni di economia, cultura e sostenibilità del 17 e 18 aprile.

OtherMovie apre una finestra sugli abusi nella Chiesa e in famiglia. Il 22 aprile dalle 19, ‘A nome del Padre’ di Mirko Aretini, dove le violenze in ambito ecclesiastico sono svizzere, poi ‘God as My Witness – Lo giuro a Dio’, documentario di Lindsay Q. Pitre su una rete di abusi e insabbiamenti nell’arcidiocesi cattolica di New Orleans. Allo Studio Foce saranno presenti tanto il regista quanto il produttore, Michael Brandner, al cui fratello e al relativo suicidio si deve l’esistenza del film (dibattito segue).

‘Nei giardini della mente’

OtherMovie è anche integrazione e salute mentale. Proiettato il 23 aprile, ‘Aisha Can’t Fly Away’ di Morad Mostafa, ex allievo della Locarno Academy, è un film sui rapporti tra gli immigrati africani al Cairo e la malavita locale, mentre il pluripremiato ‘Chi busserà alla porta di casa’ di Maja Novakovic riapre le ferite di Srebrenica. ‘Nei giardini della mente’, documentario di Matteo Balsamo, affronta il tema della salute mentale e dello stigma che ancora l’accompagna. Lo fa partendo da vecchie immagini dei pazienti psichiatrici pre-legge Basaglia. Seguirà il dibattito moderato da Olmo Cerri, autore del podcast ‘La Rivoluzione di Casvegno – 150 di psichiatrica in Ticino’.

Il momento musicale clou è quello del 24 aprile al Lux di Massagno, sede di proiezione di ‘Francesco Hoch. Diabolus ex musica. Audiofanie’, del regista ticinese Adriano Kestenholz. Dice Hoch, presente alla conferenza: “Non è un documentario su di me, è un film artistico vero e proprio. Adriano ha guardato e ascoltato la mia produzione dal 1968 a oggi, con grande fervore, creando da essa un lavoro cinematografico”. Per l’occasione, il Duo Mandala delle violiniste Donatella Gibboni e Amanda Nesa suonerà in prima assoluta Uno in due per due violini, di Hoch.

Dobbiamo dire di un Premio Oscar, ‘Mr. Nobody against Putin’ di David Borenstein e Pavel Talankin, Miglior documentario dell’ultima edizione e film di chiusura di OtherMovie. Sempre il 25 aprile, e sempre al Cinema Iride ma in apertura, ‘Dj Ahmet’ (2025) di Georgi Unkovski, una storia sul potere della musica premiata dal pubblico del Sundance Festival 2025. E dobbiamo dire di ‘La naturalità del costruire’, film del direttore artistico Stevanovic che celebra l’architettura malcantonese da Domenico Trezzini a Pietro Boschetti. In prima persona, quest’ultimo si dice “sorpreso” perché il film gli ha permesso di riscoprire i progetti di cinquant’anni di “una professione, e non un lavoro, che ho sempre fatto con passione, Drago lo ha scoperto”. Il documentario verrà proiettato il 14 aprile; il 30 aprile andrà a Villa Saroli e il 27 aprile e 10 maggio al Centro sociale Bethlehem e a Casa Astra a Mendrisio.

Tutto il resto è su www.othermovie.ch.