Italia

È morta Angela Luce, la voce di Napoli

Un talento naturale che fece dire a Eduardo De Filippo: “Chesta nunn’ave bisogno ’e provino” (per lei non occorrono provini). Aveva 87 anni

(Wikipedia/De Luca)
20 febbraio 2026
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Era l’artista italiana con la carriera più longeva e il Senato l’aveva premiata, giusto un anno fa. A Palazzo Giustiniani era stata ancora una volta Bammenella, cantando il classico di Viviani che aveva rilanciato nel mondo. Angela Luce è morta a 87 anni nella sua Napoli. È stata cantante, attrice, diva popolare e amatissima per la bellezza mediterranea e un talento naturale che fece dire a Eduardo De Filippo: “Chesta nunn’ave bisogno ’e provino” (per lei non occorrono provini).

E il ‘Direttore’ aveva naturalmente ragione: in 74 anni di attività, artista poliedrica e grintosa, Angela Luce, ‘voce di Napoli’ perfettamente conservata fino alle ultime esibizioni, ha lavorato tanto nei teatri, nel cinema (80 film), in televisione (un titolo per tutti, ‘Giochiamo al Varietè’ di Antonello Falqui). Una vita artistica ricca che raccontava con gioia e consapevolezza: da Visconti a Totò (cult la scena del bacio ‘di condoglianze’ sui seni generosi in ‘Signori si nasce’ di Mario Mattoli), dal Decameron di Pasolini a Pupi Avati e Turturro, dalla sceneggiata con Merola a Sanremo (dove nel 1975 si classificò seconda con il teatrale brano ‘Ipocrisia’, alla pari con Rosanna Fratello), fino alla grande soddisfazione del David di Donatello nel 1995 per ‘L’amore molesto’ di Mario Martone che la portò in concorso a Cannes.

Angela Savino, nata a Napoli il 3 dicembre 1938, aveva esordito quattordicenne cantando ‘Zì Carmilì’ alla Piedigrotta Bideri, ma sognava di recitare: tra i clienti del padre, artigiano di Via Mezzocannone, c’era anche l’attore Ugo D’Alessio. Sarà lui a presentarla a Eduardo che la scrittura subito per la compagnia del San Ferdinando (sarà anche una Ninuccia di ‘Natale in Casa Cupiello’) facendola crescere alla sua dura scuola. Un rapporto che si interrompe per una ‘cottarella’ che in ambiente di lavoro non era consentita, ma la stima non fu intaccata: Eduardo la richiamerà anni dopo, per le celebri commedie televisive e lo sceneggiato ‘Peppino Girella’. Angela lavora tanto, anche con le compagnie di Peppino De Filippo e Nino Taranto. E poi c’è Bammenella, il personaggio capolavoro di Viviani, puro e tragico, la prostituta dei Quartieri spagnoli che giustifica il suo sfruttatore e che considera le botte prese un segno d’amore: è Giuseppe Patroni Griffi a volerla per il suo ‘Napoli notte e giorno’ (1967) e quella interpretazione della celebre canzone scritta nel 1918 per raccontare la dura vita dei bassifondi sarà storia del teatro, non solo in Italia. Un critico inglese, dopo lo spettacolo a Londra, scrisse: la Carmen di Bizet di fronte a Bammenella è una semplice venditrice di tabacchi. Una recensione che Angela Luce conservava.

Riservata, mai sposata, il suo grande amore, lo aveva recentemente confessato, è stato il cantante Peppino Gagliardi.