Stati Uniti

Il Trump Kennedy Center perde pezzi, via il direttore della programmazione

Mentre crescono le polemiche per ‘Melania’, il docufilm sulla First Lady la cui prima è stasera

(Keystone)
29 gennaio 2026
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Mentre montano le polemiche sul docufilm di Melania Trump – la prima è stasera al Kennedy Center di Washington –, il centro per le arti di cui Donald Trump si è impadronito dopo l'insediamento continua a perdere pezzi. Dopo una serie di cancellazioni eccellenti – da ultimi la soprano Renée Fleming e il compositore Philip Glass – ha annunciato le dimissioni il capo della programmazione, Kevin Couch, che si era insediato appena due settimane fa.

Britannico arrivato dalla compagnia teatrale Atg Entertainment, Couch non ha dato motivazioni per la repentina decisione di uscire di scena. Crescono intanto le polemiche, e le previsioni negative sull'esito al box office, per ‘Melania’: altre ‘prime’ dopo quelle al Kennedy Center sono state programmate in una ventina di paesi da Amazon Mgm, il colosso dell'entertainment che ha finanziato l'operazione a un costo di 75 milioni di dollari, ma la promozione non ha funzionato ad esempio a Londra (una manciata di biglietti venduti al Vue di Islington), mentre il distributore sudafricano ha cancellato il film: “Alla luce degli sviluppi recenti, abbiamo deciso di non procedere”, ha dichiarato Thobashan Govindarajulu, responsabile vendite e marketing di Filmfinity.

Il Kennedy Center aveva annunciato la nomina di Couch il 16 gennaio: “Siamo orgogliosi di dargli il benvenuto mentre ampliamo la nostra programmazione basata sul buon senso. Kevin porta un approccio lucido e pragmatico alla selezione di un cartellone di spettacoli coinvolgenti, capaci di invitare e ispirare ogni tipo di pubblico”, aveva detto Richard Grenell, un fedelissimo di Trump da lui nominato presidente del centro.