Coogler e Zhao ottengono nomination storiche; Josh Safdie resta in gara ma i registi stranieri sono stati esclusi con possibili ripercussioni sugli Oscar
La cinquina dei migliori registi vede opposti Paul Thomas Anderson per Una Battaglia Dietro l'Altra (Warner), Coogler per Sinners (Warner), Guillermo Del Toro per Frankenstein (Netflix), Safdie per Marty Supreme (A24) e Zhao per Hamnet (Focus Features).
La candidatura di Coogler è storica perché fa di lui il solo quinto regista nero mai riconosciuto dalla DGA e il primo dopo Spike Lee per BlacKkKlansman nel 2018. Nessun regista nero ha mai vinto un premio della DGA. Storica anche Zhao, premio Oscar per Nomadland, che ora si unisce a Jane Campion, Kathryn Bigelow e Greta Gerwig nel rarefatto club delle donne che hanno ottenuto più di una nomination della DGA. Zhao, che è nata in Cina, è anche la prima regista non bianca a venir candidata per la seconda volta.
Sono del tutto assenti i candidati non statunitensi a dispetto del fatto che il 2025 è stato un buon anno per il cinema internazionale: tra gli snobbati eccellenti ci sono Joachim Trier per Sentimental Value, Park Chan-wook per No Other Choice, Jafar Panahi per Un Semplice Incidente, Oliver Laxe per il thriller spagnolo Sirât e Kleber Mendonça Filho per il dramma politico brasiliano The Secret Agent.
Storicamente, quelli della DGA, attribuiti quest'anno il 7 febbraio, restano tra i premi considerati precursori degli Oscar: solo otto vincitori DGA non hanno tradotto quel successo nel premio per il miglior regista nella 'notte delle stelle'.