La regista bolognese, alla prima opera di regia e sceneggiatura, vive a Kilkenny e lavora per Cartoon Saloon; il corto ha vinto vari festival
"I miei colleghi sono abituati a vedere i propri progetti avanzare nelle votazioni dell'Academy. Ma per me è un'emozione incredibile! Sono davvero orgogliosa di essere tra i 15 corti più votati tra gli oltre 100 ammessi da tutto il mondo", esclama l'animatrice rispondendo all'ANSA dalla sua casa di Kilkenny, tra un messaggio ai genitori e una telefonata degli amici. "Da quando mi sono unita alla Cartoon Saloon ho lavorato su due lungometraggi arrivati in cinquina - 'Song of the Sea' e 'WolfWalkers' - e poi su 'My Father's Dragon' uscito su Netflix e 'Screecher's Reach' per la Lucasfilm", continua Ferrari. Il suo cortometraggio, disegnato in un essenziale e colorato 2D, è arrivato alla 98esima corsa per la statuetta dopo le vittorie a vari festival internazionali come il RiverRun International Film Festival, il Dublin Animation Film Festival, il Fantasia International Film Festival e l'Animation is Film di Los Angeles.
Dopo il liceo scientifico a Bologna, Ferrari ha studiato animazione al Centro Nazionale di Cinematografia di Torino. "Ho vissuto per dieci anni a Parigi, dove ho intrecciato molte collaborazioni, fino ad approdare alla Cartoon Saloon, che era un po' il mio sogno perché sono tra i pochissimi in Europa a fare lungometraggi in 2D di qualità". Éiru desidera solo diventare una guerriera che la sua gente possa prendere sul serio. Invece è la bambina più piccola del suo clan dell'Età del Ferro. L'occasione per il suo riscatto arriva quando il pozzo del villaggio si prosciuga misteriosamente: solo lei è abbastanza minuta da scendere nel ventre della terra per scoprire cosa sia successo e riportare la vita al suo popolo. "È una storia di ecologia, sicuramente, ma anche una riflessione sull'assurdità della guerra, su come usiamo il prossimo come capro espiatorio", riflette la regista, che ora aspetta il 22 gennaio per sapere se sarà al Dolby Theatre per la notte degli Oscar. Proprio come i suoi colleghi, concittadini e amichevoli concorrenti di 'Playing God'.