Intelligenza artificiale

Matthew McConaughey e Michael Caine vendono la voce all’IA

Si sono uniti ad altre star vive e defunte che hanno venduto la loro voce alla società di IA ElevenLabs

Michael Caine
(Keystone)
13 novembre 2025
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Si incrina a Hollywood la resistenza contro l’intelligenza artificiale: Matthew McConaughey e Michael Caine si sono uniti ad altre star vive e defunte che hanno venduto la loro voce alla società di AI ElevenLabs. Fondata nel 2022, la startup newyorchese di audio permette il riutilizzo di voci clonate di celebrità e figure storiche all’interno di nuovi contenuti come la narrazione di audiolibri e in pubblicità. McConaughey, che ha investito nella società nel 2022, consentirà all’azienda di tradurre in spagnolo la sua newsletter ‘Lyrics of Livin’’ utilizzando la sua voce sintetizzata. Caine ha a sua volta concesso la sua voce tramite l’Iconic Marketplace dell’azienda perché sia usata sull’app di sintesi vocale, ElevenReader.

“Non si tratta di sostituire le voci, ma di amplificarle, aprendo porte a nuovi narratori ovunque”, ha dichiarato il 92enne due volte premio Oscar, negando che ElevenLab “stia usando l’innovazione per rimpiazzare l’umanità”. Il protagonista di 130 film come ‘Alfie’, ‘The Italian Job’, ‘Hannah e le sue sorelle’, ‘The Dark Knight’ e ‘Interstellar’ ha detto di avere passato l’intera vita a raccontare storie: “ElevenLabs aiuterà la prossima generazione a raccontare le proprie”.

Sfida etica

La società dispone già di altre voci: tra quelle in catalogo dell’Iconic Voices Marketplace ci sono Liza Minnelli e Art Garfunkel, ma anche Maya Angelou, Mark Twain, Thomas Edison e J. Robert Oppenheimer. Altre personalità defunte in lista includono attori come John Wayne e Rock Hudson, l’aviatrice Amelia Earhart, il campione di baseball Babe Ruth e il matematico Alan Turing. Secondo ElevenLabs, l’Iconic Voice Marketplace “risolve una delle principali sfide etiche nella creazione di contenuti guidati dall’intelligenza artificiale, consentendo l’approvvigionamento e la concessione in licenza etica di alcune delle voci più riconoscibili al mondo”. Nata inizialmente per applicare la sua tecnologia a doppiaggi multilingue in film, audiolibri e videogiochi, ElevenLabs non è stata estranea a polemiche: due anni il suo software era stato usato per clonare la voce dell’allora presidente Joe Biden in un messaggio telefonico automatico inviato a migliaia di elettori del New Hampshire.

A Hollywood, la possibilità che l’Ia generativa possa minare possibilità di lavoro suscita preoccupazione nei sindacati. Dopo aver firmato l’ultimo contratto che riconosceva “l’importanza della performance umana nel cinema”, la Sag-Aftra si è unita alle polemiche su Tilly Norwood, un’attrice creata interamente con l’intelligenza artificiale. Ma anche attori che avevano ceduto ai contratti con aziende di Ia ora si lamentano per i risultati. Come Scott Jacqmein: dopo aver venduto per 750 dollari il proprio avatar a TikTok, si è ritrovato a ‘vedersi’ pubblicizzare di tutto senza ricevere compensi aggiuntivi per questi utilizzi.