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17.08.2022 - 12:40
Aggiornamento: 19.08.2022 - 17:37

Il pane nell’arte, l’arte del pane

‘PaneArte’ (Dadò), interessante, anche se non esaustivo, cammino attraverso l’arte che si occupa del pane

di Ugo Brusaporco
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‘PaneArte’

Nazioni intere stanno tremando per la mancanza di grano, la fame per questa privazione significa morte. Pitagora scriveva: "L’Universo comincia con il pane", noi abbiamo coscienza che senza pane il nostro piccolo universo muore. Ecco allora, che con curiosità abbiamo letto un nuovo libro, ‘PaneArte’, sottotitolo ‘Nello scorrere del tempo’. È stato scritto da Dario Bianchi e pubblicato da Armando Dadò. Si tratta di un’interessante, anche se non esaustivo, cammino attraverso l’arte che si occupa del pane, dal ‘Fornaio che impasta focacce’, pietra calcarea che dall’antico Egitto – la fattura è del 2460 ca A.C., si ritrova oggi ammirata al Louvre – a ‘Pane’, che il pittore bosniaco Safet Zec ha dipinto nel 2003.

In mezzo nomi notissimi e noti, dall’Ultima cena di Leonardo Da Vinci a quella di Emmaus del Caravaggio, e insieme al Veermer della Lattaia, con pane in primo piano, il Magritte della ‘Leggenda aura’ con i pani lievitati come nuvole nel cielo. Il pane è protagonista anche negli affreschi di Pompei e nei mosaici di San Vitale a Ravenna, ma anche nell’Ultima cena (1529) che Bernardino Luini ha dipinto a Lugano nella Chiesa di Santa Maria degli Angioli. Doppiamente lo si ritrova in un dipinto delle nozze di Cana e un’altra Ultima cena a Locarno, nella sala Orelli del Convento di San Francesco, opere firmate nel 1716 da Antonio Baldassare Orelli. Finite le rimembranze sacre, il pane appare nelle mense borghesi e in quelle più povere dove si vede hanno altra importanza.

A completare l’apparato iconico ci sono delle fotografie, e in quella di Steve McCurry – ‘Mauritania’, 1986 – si vede una bambina con due donne e tre baguette, simbolo di un colonialismo indimenticato. Il pane segna anche questo. Ogni immagine è accompagnata da una scheda informativa generosa e capace di regalare interesse e nuove curiosità. Ed è a questo che serve un buon libro.

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