Castellinaria

Castellinaria, Giancarlo Zappoli lascia la direzione artistica

«Dopo trent'anni è arrivato il momento e lascio il festival in un momento in cui sta bene» ha spiegato il direttore uscente

Zappoli
(Ti-Press)
22 gennaio 2026
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La direzione artistica di Castellinaria avrà un nuovo volto: Giancarlo Zappoli, da 28 anni alla guida del festival del cinema giovane di Bellinzona, ha infatti presentato le proprie dimissioni. «È arrivato il momento di passare la mano», spiega Zappoli, che al festival ha dedicato in realtà oltre tre decenni, contando gli anni precedenti nel comitato. «Lo lascio in un momento in cui sta bene: l'ultima edizione ha visto un aumento degli incassi nelle proiezioni serali, il rapporto con le scuole è consolidato». Chi arriverà, insomma, non potrà lamentare eredità scomode.

Il comitato di Castellinaria, come si legge in un comunicato, ringrazia Zappoli per aver contribuito in modo determinante alla costruzione dell'identità di Castellinaria, accompagnandone la crescita, rafforzandone il profilo culturale e rendendolo un punto di riferimento nel panorama del cinema dedicato alle giovani generazioni, in Svizzera e a livello internazionale. Il comitato è già al lavoro per individuare la figura che raccoglierà il testimone.

Zappoli resterà a disposizione di chi gli succederà, ma senza ingerenze: «Chi subentra ha diritto alla propria autonomia, ma ovviamente se servono contatti o appoggi su un qualche fronte, ci sono. Uno va via in positivo, nel senso che vuole che il festival continui nel migliore dei modi». Del resto Zappoli continuerà a lavorare in ambito cinematografico come direttore del sito MYmovies.it, oltre che con la scrittura, l'insegnamento e con nuovi progetti.

Tra i ricordi che Zappoli si porta via, due hanno un sapore particolare. Il primo è l'arrivo di un pullman di ex minatori emigrati, venuti a Castelgrande per vedere ‘Mineurs’ di Fulvio Wetzl, un film che raccontava la loro storia. «È stato emozionante, veder arrivare queste persone che volevano farsi raccontare la propria vita…». Il secondo è la visita di Christopher Lee: le sue uniche richieste furono un volo in business class – «essendo alto un metro e novanta, se no viaggiava con le gambe in bocca» – e informarsi sulle dimensioni del letto dell'albergo. Memorabile la standing ovation con cui era stato accolto e che l'attore la fermò con un semplice gesto della mano «alla Christopher Lee».