L'artista svizzera presenta installazioni site-specific e interattive, visibili fino al 7 marzo 2027, che si insinuano negli spazi del museo.
L'artista visiva svizzera Zilla Leutenegger, che vive e lavora fra Zurigo e Soazza (GR), espone al Museo Tinguely di Basilea 14 opere multimediali che dialogano con la collezione dell'istituzione. La mostra, che apre domani, è visibile fino al 7 marzo 2027.
Le opere di Leutenegger si insinuano fra gli spazi del museo, come indica il titolo dell'esposizione "Zwischenraum/Hindurchzuschaun" (Spazio intermedio/Scorgere). Alcune installazioni sono però impossibili da non notare. Chi si avvicina alla "Danza macabra Mengele" di Jean Tinguely viene accolto, grazie a un sensore di movimento, dal tintinnio di un vecchio pianoforte e da proiezioni luminose colorate. Leutenegger ha raccontato oggi, durante una visita per i media, di aver salvato lo strumento da un "cimitero di pianoforti a coda" e di aver composto per esso un "brano senza melodia" su sette tasti.
"Immagino le storie negli spazi", ha detto l'artista. Come ospite, non ci si può semplicemente espandere a piacimento. Per questo si tratta perlopiù di interventi discreti e delicati negli spazi intermedi della collezione e dell'edificio.
Non di rado si incontrano in questi spazi figure d'ombra in movimento. Tra queste c'è una donna che lascia penzolare le gambe molto in alto, sopra le gigantesche macchine di Tinguely. La gatta che Leutenegger ha portato con sé aspetta accanto al corrimano delle scale, mentre il suo cane sonnecchia tranquillo in un cesto tra le sculture. In una delle trombe delle scale si sentono rumori di gocce d'acqua che invitano i visitatori a cercare i rubinetti in ceramica.
Il sospiro di Zilla Gorilla
"I suoi lavori sono perlopiù site-specific", ha detto il direttore del museo Roland Wetzel. Ovvero, specifici a un luogo. Così, l'alter ego di Leutenegger, "Zilla Gorilla", a differenza di quanto avviene al Museo d'arte dei Grigioni di Coira, non si trova sotto una scala, bensì in una cassa da trasporto, e sospira malinconicamente, perché traslocare significa anche dire addio e abituarsi a un nuovo ambiente.
Le opere più datate dell'artista assumono un significato diverso nel nuovo contesto, come il vetro appannato con la scritta "I love you" tracciata con un dito. Un messaggio ora rivolto a Tinguely. "La leggerezza del suo lavoro mi ha colpita fin da bambina", ha raccontato Leutenegger.
Nella mostra viene coinvolto persino l'aereo a elica, un pezzo storico del museo. "Non era mai successo che qualcuno volesse fare qualcosa con l'aereo", ha detto il curatore Andres Pardey. Leutenegger ha aggiunto al velivolo una pilota collaudatrice con una lunga sciarpa, che ricorda "Il piccolo principe" ed è un invito a intraprendere viaggi con la fantasia.
Alle 14 opere esposte al museo se ne aggiunge un'altra nella sede Roche Bau 7; si tratta di un'opera in vetro che richiama i laboratori e che resterà lì anche in futuro.