Due azioni legali in California per opere di Lucas Cranach il Vecchio e acquerelli di una sopravvissuta, contese tra eredi e musei.
Eredi ebrei di vittime dell'Olocausto e i loro rappresentanti hanno intentato due cause in California per rivendicare la proprietà di dipinti trafugati dai nazisti, attualmente esposti in importanti musei di Los Angeles e Auschwitz. Lo scrive il Guardian. A
Una delle cause è stata depositata lunedì presso la Corte Superiore di Los Angeles dalla Jewish Federation of Greater Los Angeles e dal suo presidente, Daniel Gryczman, contro il Norton Simon Museum di Pasadena per ottenere la restituzione dei dipinti 'Adamo' ed 'Eva'. Si tratta di due capolavori a grandezza naturale, realizzati a olio su tavola da Lucas Cranach il Vecchio nel 1530.
L'altra causa è stata depositata lo stesso giorno presso il tribunale federale di Los Angeles dalle figlie della defunta Dina Gottliebova Babbitt, sopravvissuta all'Olocausto e residente in California, che fu prigioniera ad Auschwitz. L'azione legale richiede al museo di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, la restituzione di alcuni acquerelli raffiguranti compagni di prigionia, che l'artista fu costretta a dipingere per Josef Mengele, il medico nazista noto con il soprannome di 'Angelo della Morte'.
I portavoce di entrambi i musei affermano di detenere legalmente i titoli di proprietà delle opere e intendono continuare a esporle al pubblico. Le cause non specificano il valore economico dei dipinti.