Il Dipartimento di Stato ha rimosso l'opera del ritrattista di Barack Obama dalla sede diplomatica nella Repubblica Dominicana, in linea con politiche anti-Dei.
Troppo "woke" per un'ambasciata americana. In linea con le politiche anti-Dei di Donald Trump, il Dipartimento di Stato ha rimosso un quadro del ritrattista ufficiale di Barack Obama dalla sua sede diplomatica nella Repubblica Dominicana, con l'intenzione, se solo legalmente possibile, di metterlo in vendita il prima possibile.
"L'opera di una persona che si è espressa con parole e immagini violente e razziste non ha posto nel Dipartimento di Stato dell'America First", ha dichiarato un portavoce della diplomazia Usa dopo che, in un recente podcast, Erin Scavino, moglie del vice capo di gabinetto di Trump Dan Scavino che da quest'anno dirige il programma Art in Embassies del Dipartimento di Stato, aveva definito il dipinto di Kehinde Wiley "molto woke" e "esteticamente terrificante".
È dai tempi del presidente JFK che il Dipartimento di Stato promuove l'installazione di opere di artisti americani contemporanei nelle sue ambasciate: una forma di soft power per promuovere i valori dell'America nel mondo. Wiley è uno degli artisti afroamericani più famosi e il quadro ora sul banco degli imputati gli era stato commissionato nel 2013, quando Obama era ancora presidente. Intitolato Young Artists After Siamesas 1960 e ispirato all'opera di artisti locali come Celeste Woss y Gil e Gilberto Hernández Ortega, raffigura su uno sfondo floreale due giovani donne e due giovani uomini dominicani.
L'opera di Wiley è stata inizialmente coperta con un'immagine della bandiera americana, poi, la scorsa settimana, è stata definitivamente staccata dalla parete. "Era un esempio di ideologie globaliste e woke", ha esultato su Instagram l'ambasciatrice a Santo Domingo Leah Campos, celebrando la rimozione sulle note del brano "We're Not Gonna Take It" della band rock Twisted Sisters.