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Diventerò mamma. Mi ci vuole un gin tonic

Fra Parma e Bellinzona, l’amicizia che resiste nonostante i chilometri e la vita che va avanti. Intervista a Marta Bandirini, autrice di ‘Big Splash’

L’autrice Marta Bandirini ha esordito con la storia di Isa e Ada, pubblicata nella collana Rami di BeccoGiallo
20 giugno 2023
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L’estate sta iniziando e c’è chi andrà al mare per le vacanze. Mica tutti, ma tanti, con valigie stipate nei bagagliai, si metteranno sulla strada per spiaggiarsi il prima possibile e godersi la risacca, la sensazione dei piedi nudi sul bagnasciuga, il caldo appiccicaticcio che incolla in faccia i capelli e la salsedine da leccarsi i baffi. Anche Isa non vede l’ora di andare al mare con la sua amica del cuore Ada, una consuetudine di molte estati. Ma Ada darà una notizia che frastornerà Isa peggio che una sberla, mandando all’aria le sue aspettative: bagni, segno del costume, risate, balli sfrenati e gin tonic con ombrellini.

Diario epistolare

Le due trentenni si conoscono dagli anni dell’università, quando entrambe studiavano a Bologna: Isa e Ada sono anche le protagoniste del bel fumetto di Marta Bandirini ‘Big Splash’, pubblicato nel 2022 da BeccoGiallo nella collana Rami. Lo si legge nel risvolto di copertina: la storia di Bandirini racconta di come sia difficile, quando si cresce, mantenere viva la complicità fra amiche, quando la vita che va avanti ci si mette di mezzo, insieme a decine e decine di chilometri di distanza: all’incirca duecento, tanti quanti stanno fra Bellinzona e Parma. Le due città non sono scelte a caso, ma sono l’ambientazione di una storia che ha nell’isolamento costretto dalla pandemia la scintilla. Per colmare la lontananza e la solitudine, le due donne iniziano uno scambio epistolare – un espediente narrativo efficace, soprattutto nel raccontare il non detto –, scrivendosi per confrontarsi e crescere insieme, affrontando le magagne della vita adulta e la questione maternità, che “diventa un’ipotesi non troppo lontana”.


© Marta Bandirini

Tante menate

«Per questo fumetto sono partita da quello che conoscevo e da cosa stavo vivendo in un periodo molto particolare per tutti, quello della pandemia», spiega Marta, incontrata a Bellinzona qualche tempo fa, in occasione di una presentazione pubblica di ‘Big Splash’. La genesi della storia nasce da un’esigenza personale, che ha nella gravidanza e nella maternità i motivi scatenanti dell’intreccio. «Ho cercato di fare una fotografia» di una questione che prima o poi tocca tutte le donne e che non di rado (è eufemistico) esercita pressione, analizzando «la mia sensazione alla notizia della gravidanza di alcune mie amiche – in pandemia è stata una strage! –: non riuscivo a essere felice e la percepivo come un lutto».

Facciamo ordine: nel fumetto Ada, che vive e lavora a Bellinzona, desidera diventare madre e vorrebbe condividere con Isa, che abita a Parma, le sue intenzioni e le sue paure. Tuttavia teme le reazioni dell’amica, che vede di sbieco gravidanza e maternità, nonostante a sua volta si questioni sulla faccenda. Leggendo il fumetto potrà sembrare che Isa sia l’alter ego di Bandirini, ma «in realtà sono spalmata su tutti i personaggi», chiarisce divertita. Riguardo ai temi trattati, Marta racconta di aver raccolto le confidenze delle sue amiche, «trascrivendo i messaggi audio scambiati nelle chat, per trattenerli», e annotando i pensieri che, nel fumetto, restituiscono uno spettro ampio di desideri, paure e inquietudini; sia nel volere figli, sia nel non volerli.


© Marta Bandirini

Insomma «è un fumetto pieno di menate», proprio a partire dalle riflessioni sulla maternità, vista e vissuta da angolazioni diverse: «A me interessava creare due protagoniste che legittimassero la fase affatto scontata delle domande, dei dubbi, dando la possibilità di rivendicare il diritto di non sapere nulla, perché non è che se abbiamo l’utero significa che siamo magiche, sappiamo tutto e conosciamo tutto». Quelle di Isa e Ada sono due esperienze individuali e opposte (ma molto frequenti) che cozzano con l’immaginario comune condito di fervente retorica per cui la gravidanza – «che pare un affare pubblico» – è un evento totalizzante, miracoloso, naturale, istintivo e soprattutto “dovuto”, altrimenti «si è donna a metà». Bandirini espone efficacemente tutte le sfaccettature della questione: dal non volere figli e sentire la pressione sociale, ma anche del tempo che passa, al desiderio di voler diventare madre senza essere soffocata da un ruolo per cui «per essere una brava mamma – i parametri sono strettissimi – bisogna perdere la propria identità».

Pagina dopo pagina, in totale spontaneità come solo fra amiche accade, oltre alla gravidanza, vengono a galla molte altre questioni: le amicizie («che sono la famiglia che ti scegli»), il lavoro («iper flessibile e precario che non permette la progettazione»), l’età adulta (che impone un grande ridimensionamento delle aspettative), il femminismo. Temi intavolati dalle discussioni fra Isa e Ada (ma anche dagli altri personaggi), disegnate da Marta nella libertà delle pareti domestiche, spesso in mutande e reggiseno, lontane dalle figure femminili stereotipate e patinate, insomma a loro agio col proprio corpo: «È come se le stessimo spiando, ma loro non lo sanno e si godono il lusso di essere libere fra amiche. Diciamo che volevo rivendicare il diritto alla “bruttezza”, per evidenziare lo stato di confidenza col proprio corpo».

Pensieri sbrodolati

L’elaborazione di ‘Big Splash’ è avvenuta durante la pandemia, è già stato scritto: «Avevo bisogno di mettere in fila i pensieri sull’argomento» e la prima forma di questo fumetto è stata un blog, pensato come uno scambio di lettere fra le due amiche. Durante il confinamento il tempo libero a disposizione era tanto e soprattutto privo di stimoli, così «ogni due settimane mi obbligavo a pubblicare quattro tavole, lanciandole su Instagram. Erano pensieri sbrodolati e la trama era informe».

© Marta Bandirini

Nel frattempo, Marta partecipa a un concorso per La Revue Dessinée Italia (la versione italiana del giornale indipendente francese di giornalismo a fumetti) inviando alcune tavole che sono piaciute molto alla giurata Alice Milani, nonché fumettista e curatrice della collana Rami, che la contatta per sapere se abbia un’idea nel cassetto. Da lì, inizia l’avventura del primo fumetto di Marta.

Una relazione aperta e felice

«Mi piaceva disegnare, ma ho fatto ragioneria. Poi ho fatto pittura all’Accademia di belle arti di Bologna – dove ha conosciuto Grazia e le sue amiche ticinesi; ndr –, che mi ha molto confusa. Tant’è che ho abbandonato il disegno per tanti anni, dicendomi che avevo preso una cantonata, che non era ciò che dovevo fare». Classe 1985, originaria di Casal Maggiore in provincia di Cremona, Marta, una manciata di anni fa, si è detta che avrebbe dovuto tornare sui suoi passi e buttarsi per non rimpiangere il fatto di non averci provato «e diventare una di quei sessantenni col magone che odiano i giovani». Così nel 2018, riprende in mano le matite, l’anno successivo “fa Instagram” e in seguito apre il blog, dove scrive: “Il disegno l’ho amato, sposato, lasciato e ora abbiamo un relazione aperta e felice” e aggiunge «adesso abbiamo trovato la nostra dimensione e mi va bene che resti precario». Ma per pagare l’affitto e sbarcare il lunario, Bandirini, che da circa otto anni vive a Parma, lavora come maestra alla scuola dell’infanzia.

Alcuni link: www.martabandirini.myportfolio.com, la sua pagina Instagram, www.beccogiallo.it, www.larevuedessineeitalia.it.

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