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Arte
01.02.2019 - 18:570
Aggiornamento 19:30

Fondazione Beyeler piena di Picasso

Si tratta della prima mostra di così vaste dimensioni che riunisce le opere dei periodi blu e rosa

Pablo Picasso (1881-1973) riempie l'intero museo della Fondazione Beyeler di Riehen (BS) fino al 26 maggio. La mostra "Il giovane Picasso - periodi blu e rosa" presenta 75 opere dell'artista spagnolo realizzate tra il 1901 e il 1906, nonché una trentina di dipinti che fanno parte della collezione basilese. L'esposizione, che apre i battenti dopodomani, è la più prestigiosa e costosa della Fondazione Beyeler, ha affermato oggi il direttore Sam Keller in una conferenza stampa. Per la prima volta, l'intero spazio museale è interamente dedicato a un solo artista.

In Europa prima non era mai stato possibile ammirare una gamma di tale densità e qualità dei periodi blu e rosa di Picasso. È molto probabile che queste opere non saranno mai più riunite in un unico luogo, ha sostenuto Keller. È un'esposizione dagli innumerevoli record. Ci sono voluti quattro anni di preparazione. I 75 dipinti dei periodi blu e rosa esposti a Riehen hanno un valore assicurativo di circa quattro miliardi di franchi. I prestiti provengono da 28 musei e tredici collezioni private di tredici Paesi. Il catalogo di 304 pagine è il più consistente mai realizzato dal museo.

Uno sguardo sulla miseria psicologica

L'immagine umana è il tema principale dei dipinti dei periodi blu e rosa. Pablo Picasso, appena ventenne, è alla ricerca di nuovi temi pittorici e nuove forme espressive. La fase che inizia nel 1901 è dominata dal colore blu e dalla malinconia, ha spiegato Raphaël Bouvier, curatore della mostra. Le tele costituiscono uno sguardo alla miseria e agli abissi psicologici delle persone ai margini della società. Esempi eloquenti sono "Arlequin assis" (1901), "La vie" (1903), "Le repas de l'aveugle" (1903) e "Le marchand de gui" (1902-1903). Intorno al 1905 inizia il periodo rosa. I dipinti presentano il mondo del circo. Vi sono rappresentati acrobati, giocolieri e arlecchini che incarnano la vita dei bohémien. Tra i dipinti in mostra ci sono in particolare "Acrobate et jeune arlequin" (1905), "Arlequin assis au fond rouge" (1905), "Les deux frères" (1906) e "Le fou" (1905).

"Demoiselles d'Avignon"

Nel 1906, Picasso si stabilisce nel villaggio catalano di Gósol per alcune settimane, per poi tornare a Parigi. Le sue opere sono segnate da una forma di riduzione e semplicità della figura umana con personaggi dai corpi massicci e quasi geometrici. Questa nuova pittura lo porta alle "Demoiselles d'Avignon", un'opera rivoluzionaria che segna l'inizio del cubismo. Il quadro intitolato "Femme", studio preliminare delle "Demoiselles d'Avignon", è il punto di partenza della collezione Picasso della Fondazione Beyeler. E nella mostra "Il giovane Picasso" è il dipinto di chiusura. La Fondazione Beyeler possiede 33 opere di Picasso che, secondo Keller, ne fanno uno dei musei più importanti al mondo sull'artista. Questi dipinti sono presentati nel "Picasso Panorama" assieme a prestiti permanenti della Collezione Anthax Marx e della Collezione Rudolf Staechelin.

Omaggio

Questo "panorama" è concepito come un omaggio ai fondatori del Museo Ernst e Hildy Beyeler, per i quali Picasso è stato l'artista ideale. La coppia e l'artista erano anche amici, ha ricordato Keller. Presente oggi a Riehen, il figlio Claude Picasso ha evocato il "buon padre" e "l'artista fantastico" che era Pablo Picasso. "Era un mito, ma era semplicemente mio padre." A proposito della mostra, ha detto che "se apri gli occhi, imparerai molto su Picasso". Bouvier ha ricordato anche una frase dell'artista: "Volevo essere un pittore e sono diventato Picasso". Pablo Picasso ha anche detto: "Dammi un museo e lo riempirò", cosa che sta proprio facendo presso la Fondazione Beyeler.

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