Zugo Academy
1
La Chaux de Fonds
2
2. tempo
(0-2 : 1-0)
Zugo Academy
LNB
1 - 2
2. tempo
0-2
1-0
La Chaux de Fonds
0-2
1-0
 
 
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0-1 CARBIS
 
 
16'
0-2 DUBOIS
1-2 LUST
24'
 
 
CARBIS 0-1 14'
DUBOIS 0-2 16'
24' 1-2 LUST
Ultimo aggiornamento: 23.01.2019 20:54
Ticino7
10.11.2018 - 14:350

Libere associazioni da un Brasile dittatoriale

Ma anche dal Perù. Una canzone e un libro unici nel loro genere, che oggi vale la pena riascoltare e rileggere con attenzione

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

«Com’e difficile svegliarsi zittito / se nel profondo della notte mi ferisco / voglio lanciare un grido disumano / una maniera di essere ascoltato»

Calice di Chico Buarque

«E i capelli bianchi. Così bianchi che facevan sembrare il Negro come un Signore»

Un mondo per Julius di Alfredo Bryce Echenique

 

«Allontana da me questo calice colorato di sangue». Inizia così l’omonima canzone di Chico Buarque (1973), più conosciuto in Europa per canzoni allegre che paiono tipicamente brasiliane. Calice invece è il lamento di Gesù Cristo verso suo Padre: chiede di salvarlo, non ce la fa più a «bere questa bevanda amara, ingoiando il dolore, ingoiando la fatica». Calice, che in portoghese suona anche come «stia zitto» (cale-se), nacque in piena dittatura militare, quando un amico di Buarque fu ammazzato trainandolo con una jeep, la bocca attaccata allo scappamento. Una canzone quasi religiosa per passare la censura di un Paese zittito da mitraglie e gente perbene, che preferì una dittatura militare alla deriva socialista.

Ma ovviamente la gente perbene si preoccupa di cose più schiette: a quale festa andare, dove passare le vacanze, che auto prendere per andare al country club. Fa così anche Susan, la madre del piccolo Julius, che cresce a Lima in un’agiata famiglia peruviana. Julius però vede poco la madre e cresce fra servitori e autisti, cameriere e cuoche. Un mondo schizofrenico, realtà che rimangono vicine senza incontrarsi, come l’acqua e l’olio. Possiamo intuire da soli dove porti ignorare una realtà che abbiamo sotto il naso, ma che è più facile – o forse più consono ai propri interessi – tenere nascosta.

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