Culture

Un politico dal grande rigore morale

Sui banchi del Gran Consiglio
(FRANCESCA AGOSTA)
4 dicembre 2016
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Insegnante, narratore, poeta e anche politico: Giovanni Orelli aderì al Psa, il Partito socialista autonomo nato nel 1969 anche dall'esperienza del settimanale Politica nuova, al quale tra gli altri collaborò anche Orelli.

«Del Giovanni Orelli politico ricordo soprattutto una cosa: il suo grande rigore morale» ricorda Pietro Martinelli che condivise con Orelli i banchi del consiglio comunale di Lugano. «Si era all’inizio degli anni Settanta, forse addirittura prima… e Giovanni mi ha sempre detto che preferiva il Pietro consigliere comunale al Pietro consigliere di Stato». Perché? «Non gli piacevano i compromessi; in fin dei conti, non gli piaceva nemmeno tanto la politica che, in parte, è necessariamente questione di compromessi… A lui piaceva la parte della denuncia: denuncia di chi approfittava, di chi prevaricava. Era questo che lo emozionava, era questo il motivo per cui era in politica. Alla fine, è il classico discorso dell’etica della convinzione e dell’etica della responsabilità: Giovanni Orelli era un politico dell’etica della convinzione. Pensava, giustamente, che il mondo fosse ingiusto e che andasse denunciato e attaccato con le armi della democrazia».

Più volte eletto in Gran Consiglio, Giovanni Orelli vi è entrato solo nel 1995, quando con la pensione è venuta meno l’incompatibilità con la docenza. Come granconsigliere, Orelli fece parte della Commissione parlamentare per l’università, “cercando di essere obiettivo e non celebrativo” dirà poi in un’intervista.

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