Ticino

Salari che crescono meno della media svizzera e potere d'acquisto che si riduce

È la fotografia che fa l'Ufficio di statistica sulle retribuzioni in Ticino nel periodo che va dal 2020 al 2024

Salari che crescono meno della media svizzera e potere d'acquisto che si riduce
(Ti-Press)
19 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

I salari ticinesi nel settore privato crescono più del passato, ma comunque meno della media nazionale. Una tendenza che, di conseguenza, fa aumentare ancora di più il divario tra il nostro cantone e il resto della Svizzera. È la fotografia che emerge da un articolo dell’Ufficio di statistica sull’evoluzione salariale nel periodo 2020-2024. Ecco quindi l’evoluzione: nel 2024 il salario mensile lordo mediano nel settore privato in Ticino è di 5’393 franchi, contro i 5’203 del 2020. L’incremento assoluto di 190 franchi corrisponde quindi a una crescita del 3,7 per cento. “La progressione dell’ultimo quadriennio – si legge nell’articolo firmato da Vincenza Giancone – si è dimostrata sostenuta, eguagliando in quattro anni l’aumento percentuale complessivo registrato nell’intero decennio 2010-2020”. Ma attenzione: “Il ritmo di crescita cantonale rimane comunque inferiore a quello svizzero (+5,7% nel medesimo periodo), determinando un ulteriore allargamento del divario retributivo in termini assoluti”.

Rispetto al passato ci sono comunque delle tendenze diverse. Rileva l’Ustat: “Mentre nel periodo 2010-2020 gli incrementi maggiori si registravano per i livelli salariali più alti, nel quadriennio 2020-2024 sono stati i salari più bassi a crescere maggiormente. In particolare – afferma sempre l’articolo – il decimo e il venticinquesimo percentile (le due fasce più basse di redditi, ndr) sono aumentati rispettivamente del 7,6% e del 5,1%”. I salari elevati sono invece rimasti sostanzialmente stabili, con il novantesimo percentile (la fascia più alta) che ha subito una leggera flessione. A proposito di salari elevati: “L’analisi per i singoli (2020-22 e 2022-24) rivela una dinamica positiva e continua in entrambi i periodi, ad eccezione dei redditi elevati che hanno mostrato un andamento a due velocità: in calo nel primo biennio e in ripresa nel secondo. A livello nazionale, invece, la crescita è risultata distribuita in modo più omogeneo lungo la scala retributiva, attestandosi tra il 5,2% e il 5,9%.

Lo studio mette poi in evidenza un altro aspetto. “A differenza del decennio precedente, questi risultati si inseriscono in un quadriennio caratterizzato da un generale aumento dei prezzi: tra il 2021 e il 2024 l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un rincaro del 6,7%, a fronte della leggera flessione (-1,2%) registrata tra il 2010 e il 2020”. In questo decennio e a differenza degli ultimi quattro anni, quindi, il potere d’acquisto beneficiava di un duplice effetto positivo – salari in crescita, prezzi in calo – mentre nel quadriennio 2020-24 l'adeguamento dei salari è risultato inferiore all’inflazione con la conseguente contrazione del potere d'acquisto.

Sempre a proposito di particolarità regionali, la crescita più sostenuta dei salari bassi rispetto a quelli più alti in Ticino è, almeno in parte, riconducibile all’entrata in vigore progressiva della legge sul salario minimo cantonale a partire dal 2021. “L’adeguamento – scrive l’Ustat – potrebbe aver spinto verso l’alto i salari più bassi, mentre i salari più elevati potrebbero aver risentito, almeno in parte, di una redistribuzione interna delle risorse salariali a fronte dell'adeguamento dei minimi”.

Un’altra dinamica regionale è il nuovo regime di imposizione fiscale sui frontalieri, in vigore da luglio 2023, “che potrebbe aver innalzato il salario di riserva della manodopera d’Oltreconfine. L’incremento fiscale potrebbe aver spinto i nuovi assunti, in particolare nelle posizioni meglio retribuite e quindi sensibili alla tassazione italiana molto progressiva, a richiedere retribuzioni lorde d’ingresso superiori, contribuendo quindi alla ripresa dei livelli salariali più elevati osservata nel biennio 2022-24”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali