Ticino

Parlamento-governo: ricucire lo strappo. Tra buoni propositi e ovvietà

Ieri incontro fra Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e Consiglio di Stato. Si ritroveranno ogni sei mesi. Se son rose... sarà il Mulino Bianco (op. cit. Piero Marchesi)

Parlamento-governo: ricucire lo strappo. Tra buoni propositi e ovvietà
Arriva il sereno...
(Ti-Press)
15 ottobre 2026
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Un lungo elenco di buoni propositi per ricucire lo strappo tra Gran Consiglio e Consiglio di Stato. O quantomeno per riportare il sereno nei rapporti, spesso difficili in questa tribolata legislatura. L’altro ieri a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona si è così tenuto un incontro tra l’Ufficio presidenziale del parlamento e il Consiglio di Stato. “Durante l’incontro, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di dialogo tra i rappresentanti dei poteri legislativo ed esecutivo del Cantone Ticino, è stata sottolineata la volontà comune di promuovere un dialogo aperto e orientato all’interesse generale del Cantone: l’incontro ha inoltre permesso di affrontare alcuni temi puntuali legati alla collaborazione e al funzionamento istituzionale tra i due poteri e l’Amministrazione cantonale”, afferma una nota congiunta della presidente del Legislativo Daria Lepori e della presidente dell’Esecutivo Marina Carobbio. Entrambe socialiste.

La scoperta dell’acqua calda

E veniamo alla lista dei buoni propositi. I rappresentanti del parlamento e del governo, prosegue il comunicato, “hanno anzitutto ribadito l’importanza del rispetto delle competenze e dell’autonomia dei due poteri: una collaborazione proficua, fondata tra le altre cose sulla fiducia reciproca, è essenziale per il buon funzionamento delle istituzioni e per poter affrontare le complesse sfide cui è confrontato il nostro Cantone, ponendo al centro dell’attività istituzionale le esigenze della cittadinanza e la ricerca di soluzioni concrete e condivise”. Consiglio di Stato e Gran Consiglio “hanno inoltre condiviso l’importanza di un dibattito politico fondato su idee, progetti e proposte, anziché sulle contrapposizioni personali: il confronto – anche vivace e caratterizzato da opinioni divergenti – è parte integrante della vita democratica e la pluralità delle posizioni costituisce una ricchezza fondamentale, a condizione che lo scambio si svolga sempre nel rispetto delle persone, tanto nei contenuti che nei modi, e delle istituzioni”.

E ancora: “Sul piano operativo, è stata espressa la volontà di favorire un’attività parlamentare e governativa efficace, fondata sul dialogo, sulla condivisione delle informazioni nei limiti della separazione dei poteri e su un confronto costruttivo sui principali temi di interesse comune”. È stata in particolare sottolineata “la responsabilità condivisa di governo e parlamento, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di contribuire alla trattazione dei principali dossier e messaggi governativi, attraverso una pianificazione coordinata dei rispettivi lavori e un regolare scambio di informazioni sulle priorità istituzionali”. L’obiettivo è di “favorire un esame approfondito e tempestivo delle questioni di maggiore rilevanza per il Cantone, nel rispetto delle prerogative e dell’autonomia dei due poteri”. Fin qui gli intenti, più che altro delle ovvietà.

Alla prossima (fra sei mesi)

Ed eccoci alla ciccia, se di ciccia giornalistica si può parlare. L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e il Consiglio di Stato, si legge sempre nella nota stampa, “hanno espresso la volontà di proseguire e consolidare i loro rapporti, concordando di dare una struttura stabile ai loro incontri, che si terranno con cadenza semestrale, secondo un calendario prestabilito e con una formalizzazione dei relativi lavori, anche attraverso la verbalizzazione degli incontri”. Questi appuntamenti “costituiranno un’occasione regolare di confronto sui temi di comune interesse e sulle principali sfide istituzionali del Cantone”. Dall’incontro è scaturita “la volontà di agire in maniera pienamente responsabile nei confronti della cittadinanza: pur nella diversità dei ruoli e delle opinioni politiche, governo e parlamento condividono l’impegno di operare con rispetto reciproco, senso dello Stato e spirito costruttivo per il bene del Cantone e della sua popolazione”.

Se sono rose... sarà il Mulino Bianco (op. cit. Piero Marchesi).

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