Ticino

Ultima tappa del Consiglio cantonale dei giovani

Tra i temi proposti domani, educazione affettiva e sessuale, salute mentale e spazi culturali: in agenda un confronto con governo e parlamento

Ultima tappa del Consiglio cantonale dei giovani
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(Ti-Press)
15 ottobre 2026
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Domani il Consiglio cantonale dei giovani (Ccg) incontrerà le autorità cantonali per confrontarsi sulle risposte date dal governo ticinese alle proposte formulate dall’assemblea. Si tratta della terza e ultima tappa dell’edizione 2026, che ha avuto grande successo: 150 partecipanti complessivi per le prime due giornate – tenutesi il 28 febbraio e l’8 maggio – e 80 iscritti per la terza, in agenda appunto domani. Nella risoluzione approvata durante la seconda giornata sono stati toccati diversi temi vicini ai giovani, tra cui «l’educazione affettiva e sessuale, la sensibilizzazione alla salute mentale, gli spazi culturali e di aggregazione, nonché le condizioni degli apprendisti e dei neolaureati», spiega il segretariato del Ccg, composto da Anna Uccelli, segretaria del Consiglio, e Chino Sonzogni, rappresentante de ‘La gioventù dibatte’.

Da quest’anno ci sono due novità. Su richiesta del Ccg sarà possibile avere un confronto diretto con il parlamento: «La presidente del Legislativo cantonale Daria Lepori ha già preso contatto con noi, confermandoci la presenza all’assemblea del 16 ottobre», afferma il segretariato. Inoltre, dalle 14 alle 17, l’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla sala del Gran Consiglio sul canale YouTube del Ccg.

Il Ccg nasce nel 2001 come parlamento giovanile ticinese e vi possono partecipare i residenti tra i 14 e i 25 anni. Secondo il segretariato, «è un organo fondamentale perché permette ai giovani di esprimere le proprie idee e presentare alle Autorità cantonali proposte concrete per migliorare la società. Lo scopo principale è avvicinare i giovani alla conoscenza dei meccanismi democratici e favorire la partecipazione alla vita politica del nostro Cantone». Ogni edizione è strutturata in tre giornate: nella prima si formulano le proposte, nella seconda le si discutono e le si approvano, nella terza si incontrano le Autorità cantonali che si sono precedentemente espresse in merito.

Per quanto riguarda la posizione delle istituzioni, «il Consiglio di Stato si impegna a rispondere alle risoluzioni e a discutere le proposte dei giovani». Ma si sa, «i tempi della politica sono lunghi» e non sempre soddisfano i giovani, che «vorrebbero vedere subito dei cambiamenti», spiega sempre il segretariato. Alcune proposte formulate in passato dal Ccg sono però divenute realtà, come «la Carta dello studente, l’abbonamento Ag cultura e tariffe meno care per il trasporto pubblico». A prescindere dall’ottenimento di risultati concreti, per i giovani partecipare al Consiglio è un’occasione unica per «scoprire come funziona il processo decisionale politico e imparare a dibattere in modo costruttivo».

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