Il ministro delle finanze: ci sarebbe un risparmio di venti milioni di franchi. La presidente della ‘Giustizia e diritti’ Maderni: opportuno e giusto approfondire prima di decidere

L’audizione del governo da parte della ‘Gestione e finanze’ è agendata per martedì 20. Tema: il Preventivo 2027 del Cantone (98,5 milioni di disavanzo), confezionato e pubblicato di recente dal Consiglio di Stato e ora sui banchi della commissione parlamentare. In occasione della presentazione dei conti, il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta aveva parlato anche, in un’ottica di risanamento delle casse alla luce degli importanti impegni finanziari che attendono il Cantone, di riforme strutturali e settoriali. Che tuttavia non sempre fanno l’unanimità nel Paese. Aveva quindi accennato, quale esempio, alla polizia unica. Che se implementata consentirebbe un risparmio annuo di “venti milioni di franchi”, aveva precisato Vitta alla Rsi.
Il dossier, controverso, si trascina da anni. Nel 2013 l’allora granconsigliere del Plr ed ex ufficiale della Cantonale Giorgio Galusero chiese al governo, con una mozione, la realizzazione di uno studio per l’introduzione in Ticino di un solo corpo di polizia, al posto della Polcantonale e delle polizie comunali. Proposta condivisa dal Consiglio di Stato, che però il 24 giugno 2015, in piena seduta parlamentare e alla luce della discussione in aula, ritirò, per bocca del capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, il messaggio favorevole alla mozione. Il ministro leghista annunciò così l’avvio del progetto ‘Polizia ticinese’, con l’intento di rendere maggiormente efficace la collaborazione fra la Polizia cantonale e le polizie locali. Pochi mesi fa, a fine aprile, il Consiglio di Stato post arrocchino, con l’altro ministro leghista, Claudio Zali, divenuto responsabile politico della Polcantonale, ha stoppato il gruppo di lavoro ‘Polizia ticinese’. Riservandosi di decidere entro l’estate quale soluzione adottare: il progetto ‘Polizia ticinese’, lo status quo, la polizia unica. L’estate, con la nota crisi istituzionale, è passata. Senza nessuna decisione.
A riaprire il discorso polizia unica sono state le parole di Vitta su quel potenziale risparmio di venti milioni. E si è riaperto in seno alla commissione granconsiliare ‘Giustizia e diritti’. Dove oltre alla mozione di Galusero (ripresa in casa Plr dapprima da Bixio Caprara e successivamente da Matteo Quadranti) è pendente l’iniziativa parlamentare depositata nel 2020 dal socialista Raoul Ghisletta, anch’essa pro polizia unica. E dove è pendente anche una bozza di rapporto con cui il leghista Alessandro Mazzoleni invita il plenum commissionale a respingere la mozione Galusero. Ma la richiesta di Mazzoleni è ora in standby. «Dopo quanto dichiarato da Vitta e considerate le difficoltà finanziare del Cantone, è opportuno e giusto approfondire, prima di esprimerci sull’ipotesi polizia unica – dice la presidente della ‘Giustizia e diritti’ Cristina Maderni (Plr) –. Per questo sentiremo Gobbi e se necessario anche Vitta». Osserva Alessandro Mazzoleni: «Mi piacerebbe sapere se questi venti milioni siano un risparmio netto o un trasferimento di spesa ai Comuni. E poi bisogna valutare bene se la polizia unica porterà dei vantaggi, in termini di sicurezza, per i cittadini». Della commissione ‘Giustizia e diritti’ fa parte anche Giovanni Capoferri del Centro, già ufficiale della Polizia cantonale: «La mia intenzione è di allestire un rapporto favorevole alla mozione Galusero e dunque alla polizia unica. Ritengo che sia giunto il momento di cambiare modello e la polizia unica sarebbe, secondo me, quello in grado oggi di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini. Certo, dal profilo finanziario si tratta di capire come sono stati calcolati questi venti milioni. Saranno dunque importanti le audizioni di Gobbi e Vitta».