Decisione del Consiglio della magistratura sul pg, Pronzini e Sergi scrivono all'Ufficio presidenziale del parlamento. Rinfrescandogli la memoria

“Cari colleghi, care colleghe, come già anticipato alla presidente del Gran Consiglio, Daria Lepori, la vostra comunicazione del 24 settembre 2026, con la quale ci informate sostanzialmente di non voler trasmettere la decisione del Consiglio della magistratura, costituisce, a nostro avviso, un abuso d’autorità”. Vanno dritti al punto i deputati dell’Mps Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi nel manifestare, nero su bianco, all’Ufficio presidenziale del parlamento il loro disappunto. E dopo aver rinfrescato la memoria all’Up, ricordandogli quanto aveva sancito e reso noto nel gennaio dello scorso anno, lo invitano a trasmettere “a tutte/i le/i deputate/i, senza ulteriore indugio, la sentenza del Consiglio della magistratura intimata al plenum del Gran Consiglio”. Si tratta della recente decisione del Cdm, intervenuto dietro segnalazione della sottocommissione parlamentare ‘Vigilanza’, di non aprire alcun procedimento disciplinare a carico del procuratore generale Andrea Pagani per come ha gestito l’incarto concernente la querela del 2021 contro l’allora consigliere di Stato leghista, ora dimissionario, Claudio Zali, sporta, e in seguito ritirata, dalla donna che nel luglio di quest’anno ha postato le note registrazioni di conversazioni telefoniche con il ministro e che il 18 agosto è stata trovata morta nel lago a Melide, dove risiedeva.
Tornando all’istanza dei due granconsiglieri dell’Mps, nel gennaio 2025 l’Up del legislativo cantonale, allora presieduto dal leghista Michele Guerra, aveva stabilito che i parlamentari, tutti i parlamentari, possono chiedere, e ricevere, copia delle decisioni del Consiglio della magistratura e della Commissione di ricorso sulla magistratura notificate al Gran Consiglio. È stato un importante cambiamento di prassi, voluto dall’Ufficio presidenziale dell’epoca e comunicato ai deputati il 23 gennaio dello scorso anno dai Servizi del parlamento. “Da ora in avanti – indicavano – sarete informati tramite posta elettronica ogniqualvolta venga notificata una sentenza del Consiglio della magistratura o della Commissione di ricorso sulla magistratura. Ciascun deputato o deputata potrà richiederne una copia (in formato elettronico o cartaceo) ai Servizi del Gran Consiglio, che provvederanno a trasmetterla. Qualora fosse necessario per la tutela dei dati sensibili di terze persone, le sentenze saranno fornite in versione anonimizzata”.
Riprendono Sergi e Pronzini: “Alla luce di quanto sopra, risulta palese che la comunicazione del 24 settembre è un abuso d’autorità che contraddice la stessa procedura decisa a suo tempo dall’Ufficio presidenziale”. Di qui la richiesta di copia della sentenza recentemente emanata dall’autorità di vigilanza sull’apparato giudiziario ticinese.