Cantonali 2027, all'assemblea dei Verdi Greta Gysin rilancia sul raddoppio progressista in governo. L'appello di Rocco VItale: mobilitiamoci!!

Traguardo ambizioso, il raddoppio progressista in governo dove oggi c’è solo il Ps. Ma lei non lo considera irraggiungibile. E così Greta Gysin ribadisce quello che va sostenendo fin da quando ha ufficializzato la propria disponibilità a correre per il governo, alle elezioni cantonali 2027, con la lista che riunisce socialisti, ecologisti e Mps. Lo fa negli ultimi tre dei quasi quattordici minuti di intervento all’assemblea straordinaria dei Verdi. «Non possiamo limitarci a difendere ciò che abbiamo: vogliamo crescere – premette –. Concretamente – aggiunge Gysin – questo significa per il nostro partito cercare di aumentare la presenza in Gran Consiglio e per l’alleanza di sinistra avere l’ambizione, perlomeno, di conquistare un secondo seggio in Consiglio di Stato. È un obiettivo difficile? Certo. È un obiettivo ingenuo? No, non penso proprio che lo sia. Perché realismo non significa rassegnazione. Se pensassimo che in Ticino tutto sommato le cose vanno bene così come sono, dovremmo allora preoccuparci di mantenere le posizioni. Io invece sono profondamente convinta che questo Cantone ha bisogno di un cambiamento. Ma non basta semplicemente cambiare qualche persona: per cambiare davvero le cose, occorre cambiare gli equilibri politici. E questo deve essere il nostro obiettivo». Applausi in sala.
Riunita in mattinata a Massagno, l’assemblea ratifica l’alleanza, il relativo programma – ovvero la ‘bussola tematica’ presentata pubblicamente giovedì dalla copresidente del Partito socialista Laura Riget, dal co-coordinatore dei Verdi Marco Noi e dal coordinatore del Movimento per il socialismo Giuseppe Sergi – e soprattutto, passo comunque scontato, le due candidature in casa ecologista al Consiglio di Stato: quelle di Gysin e Rocco Vitale. Oggi deputata al Nazionale la prima, membro del gruppo operativo dei Verdi il secondo. Affiancheranno le socialiste Marina Carobbio, consigliera di Stato uscente, e Nancy Lunghi, municipale di Locarno; nonché Matteo Pronzini, granconsigliere dell’Mps.
«Abbiamo una lista forte – assicura Gysin –. Dobbiamo affrontare uniti questa campagna parlando anche con chi ancora non ci vota, ascoltando e sostenendo le nostre idee non con la paura di perdere qualcosa, ma con la voglia di conquistare qualcosa». Una squadra, quella che correrà ad aprile per il governo, frutto di un’intesa fra tre partiti non sempre in sintonia… «Non si tratta i diventare uguali, si tratta di mettere insieme, come è stato fatto, competenze, esperienze e sensibilità differenti per rispondere al meglio alle sfide» attuali e future. Come quella climatica: «In questi anni è mancata una politica climatica seria e ora ci troviamo in questa situazione», con le prossime estati che quanto a ondate di calore si preannunciano «peggiori di questa». E poi ci sono le sfide sociali: «Abbiamo il continuo aumento dei premi di cassa malati e degli affitti e abbiamo salari che non tengono il passo. Abbiamo ancora tante singole persone e tante famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese». Le soluzioni? «Le abbiamo, ma non abbiamo ancora le maggioranze negli organi politici istituzionali per farle passare».
L’emergenza climatica è ovviamente uno dei temi al centro del discorso anche di Rocco VItale. L’estate in corso «ha dimostrato in maniera definitiva che il cambiamento climatico è entrato nella nostra vita quotidiana: è una realtà con cui la gente deve fare i conti, che mette a rischio le fasce più fragili della popolazione, che compromette l'agricoltura e altri settori economici». Vitale accenna inoltre al recente via libera del Gran Consiglio al Pecc, il Piano energetico e climatico cantonale: «Bene che sia stato approvato, meno bene il fatto che a colpi di emendamenti del centrodestra le misure più stringenti si siano perse per strada».
La lista unitaria. «Quest’alleanza di forze progressiste ha l'obiettivo di contrastare le politiche del centrodestra e della destra e di porsi quindi come alternativa. E può ambire a cambiare gli equilibri politici in Ticino». Ma per farlo, continua Vitale, «dobbiamo tentare di ristabilire la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni, compromessa dalla profonda crisi che stiamo attraversando (caso Zali e dintorni, ndr). Dobbiamo parlare delle nostre soluzioni e convincere che possono veramente incidere in positivo sulla vita quotidiana delle persone di questo cantone». Così come «dobbiamo offrire delle prospettive positive ai giovani, che purtroppo ogni anno a centinaia se ne vanno oltr'alpe alla ricerca di un futuro migliore, con dei salari migliori». L'appello di Vitale: «Mobilitiamoci. Mobilitiamoci per infondere nella popolazione la speranza che la politica può cambiare in positivo la vita di coloro che vivono in questo cantone».