Ticino

Scuola dell'infanzia ed elementare, ‘introdurre la divisa scolastica’

Lo chiede una mozione interpartitica con prima firmataria Michela Ris (Plr): ‘Ogni contesto richiede un comportamento e un abbigliamento adeguati’

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(Ti-Press)
15 settembre 2026
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Nella scuola d'infanzia e alle elementari potrebbero essere introdotte le divise scolastiche per gli allievi. A chiederlo è una mozione interpartitica, con prima firmataria Michela Ris (Plr), e sottoscritta da altri esponenti liberali radicali assieme a colleghi di Centro, Lega, Ps e Udc. Le richieste sono semplici: oltre a valutare questa possibilità, al governo viene chiesto “di elaborare un modello semplice, moderno, pratico ed economicamente sostenibile per le famiglie, lasciando eventualmente ai singoli istituti o Comuni la possibilità di personalizzarlo; valutare una fase pilota presso alcuni istituti scolastici ticinesi disponibili, coinvolgendo direzioni, docenti, famiglie e allievi; valutare gli effetti della sperimentazione sul senso di appartenenza, sul clima scolastico e sulla pressione legata a marche e differenze economiche; analizzare i costi dell'introduzione della misura e le possibili modalità per evitare che essa comporti un aggravio finanziario per le famiglie”.

Ris e cofirmatari nel testo della mozione sottolineano come “la scuola non è soltanto il luogo nel quale i nostri bambini imparano a socializzare, leggere, scrivere e far di conto. È anche uno dei primi luoghi nei quali imparano a vivere in una comunità, a rispettarne le regole e a comprendere che nella vita esistono contesti diversi, ai quali è necessario sapersi adeguare”. Tra questi insegnamenti, va da sé, “vi è, a nostro avviso, anche quello relativo al modo di presentarsi e di vestirsi”. Ebbene, “negli ultimi anni assistiamo sempre più frequentemente, anche nelle nostre scuole, alla presenza di abbigliamenti poco consoni al contesto scolastico. Non si tratta di voler giudicare gusti personali, mode o scelte delle famiglie, né tantomeno di limitare la personalità dei bambini. Si tratta piuttosto di trasmettere fin dalla giovane età un principio semplice che li accompagnerà per tutta la vita: ogni contesto richiede un comportamento e un abbigliamento adeguati”.

Insomma, per i mozionanti “così come ci si veste in maniera diversa per andare in spiaggia, praticare uno sport, partecipare a una cerimonia o, un domani, recarsi sul posto di lavoro, anche la scuola merita di essere riconosciuta come un luogo con una propria identità e con alcune regole condivise. Per questo riteniamo opportuno valutare l'introduzione di una divisa scolastica, a partire dalla scuola dell'infanzia e per tutto il percorso della scuola elementare. Insegnare ai bambini che esistono luoghi, momenti e situazioni differenti e che ciascuno di essi richiede un comportamento appropriato non significa limitarne la libertà. Significa educarli”.

Viene subito sconfessata una possibile critica: “Una divisa non cancella la personalità di un bambino: la personalità si esprime attraverso le idee, il carattere, le capacità, le amicizie, lo sport, la musica e mille altri aspetti della vita. I bambini sono inoltre confrontati sempre più precocemente con modelli legati all'immagine, al consumo, alle marche e alle mode. La scuola dovrebbe poter essere uno spazio nel quale queste dinamiche passano almeno in parte in secondo piano. A scuola un bambino dovrebbe distinguersi per ciò che è, per ciò che impara e per come si comporta, non per ciò che indossa”. L'idea di un abbigliamento scolastico comune “non è del tutto estranea alla nostra tradizione. Per molti anni il grembiule ha accompagnato la quotidianità dei bambini; oggi non rappresenta più un abbigliamento obbligatorio e viene utilizzato soprattutto per attività pratiche e creative. Non proponiamo un ritorno al grembiule tradizionale. Proponiamo piuttosto di recuperare il principio che ne stava alla base e reinterpretarlo in chiave moderna: quando entro a scuola, entro in una comunità e in un contesto che richiede un abbigliamento adeguato. Potrebbe trattarsi di pochi capi semplici, pratici e facilmente lavabili: ad esempio maglietta o polo, felpa e pantaloni o gonna in colori prestabiliti, eventualmente personalizzati con il nome o il simbolo della scuola o del Comune. Dovrebbero inoltre essere previste soluzioni adeguate alle diverse stagioni e alle attività scolastiche. Non un'uniforme rigida o antiquata, quindi, ma un abbigliamento che dica semplicemente: adesso sono a scuola”.

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