Ticino

Un podcast ticinese finalista al Premio Luchetta indaga la storia nascosta degli Jenisch

L'opera di Taty Rossi, prodotta dall'Associazione REC, fa luce sul programma "Bambini della strada" che sottrasse 600 bambini Jenisch tra il 1926 e il 1973.

15 settembre 2026
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Il podcast "Mamera - La storia nascosta degli Jenisch" di Taty Rossi, prodotto dalla ticinese Associazione REC, è fra i lavori finalisti del XXIII Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta.

Per quest'anno, come di consueto, sono 7 le categorie in concorso (TV news, reportage, radiofonia, stampa italiana, stampa internazionale, fotografia e rotta balcanica) e 3 i servizi selezionati per ciascuna tra i 120 lavori valutati dalla giuria. Attenzione e sensibilità per l'infanzia, esperienza e professionalità sono i criteri della selezione che ogni anno individua la rosa di 21 tra reportage e scatti.

Fra i tre finalisti nella categoria "Radiofonia" vi è anche il contributo di Taty Rossi "Mamera - La storia nascosta degli Jenisch", presentato in anteprima lo scorso anno al Film Festival Diritti Umani di Lugano.

Scritto da Rossi, nata in Italia da genitori eritrei e residente in Ticino, il podcast prodotto dall'Associazione REC è stato montato dalla giovane regista ticinese Agnese Làposi. La serie indaga un capitolo poco conosciuto della storia elvetica, si legge sul sito dell'associazione.

Tra il 1926 e il 1973 l'opera assistenziale "Bambini della strada" della Fondazione Pro Juventute ha sottratto circa 600 bambini Jenisch ai loro genitori per collocarli in istituti, case di educazione e famiglie affidatarie, con l'intenzione di spezzare i legami familiari e agevolarne l'assimilazione. La serie podcast, composta da sette episodi, fa luce su questo periodo oscuro della storia elvetica attraverso testimonianze e documenti.

I vincitori verranno annunciati a fine novembre.

Il Premio giornalistico Internazionale Marco Luchetta è stato istituito nel 2004, in memoria dei giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, della sede Rai di Trieste, uccisi a Mostar, in Bosnia, nel 1994 e in memoria di Miran Hrovatin, assassinato in Somalia assieme alla giornalista Ilaria Alpi. Il riconoscimento è nato grazie alla Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, che accoglie e cura bambini di tutto il mondo affetti da malattie non curabili nei loro paesi di origine.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni