Ticino

Decesso 52enne, autopsia eseguita ma per i risultati bisogna attendere qualche giorno

Il capo del servizio stampa della Polizia cantonale Renato Pizolli: ‘Dalle verifiche fin qui svolte, quella dell'annegamento resta per ora l'ipotesi più accreditata’

Il corpo della donna è stato recuperato martedì dal lago a Melide
(Ti-Press)
21 agosto 2026
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L’autopsia è stata eseguita ieri, ma per i risultati, insieme con quelli dell’analisi tossicologica, bisogna attendere ancora qualche giorno. Forse si conosceranno agli inizi di settimana prossima, il condizionale è tuttavia d’obbligo. Finora dalle indagini sul decesso della 52enne – la donna che aveva postato lo scorso mese sul proprio profilo Instagram le registrazioni delle telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali – ritrovata priva di sensi (vani i tentativi di rianimarla) nel tardo pomeriggio di martedì nelle acque del Ceresio ad alcuni metri dalla riva a Melide, dove risiedeva, non sono comunque emersi elementi che indichino l'intervento di terzi. «Da tutte le verifiche sin qui svolte, quella dell'annegamento resta per ora l’ipotesi più accreditata», dice il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli, contattato dalla ‘Regione’.

Coordinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri, l’inchiesta volta ad appurare le cause precise della morte della 52enne procede. Gli esiti dell’autopsia e degli ulteriori approfondimenti investigativi contribuiranno a fare luce sull’accaduto.

‘La donna era seguita dal Servizio per l’aiuto alle vittime di reati’

Un paio di settimane fa la donna aveva segnalato alla polizia di aver subìto un’aggressione. Una denuncia contro ignoti. Il fatto sarebbe accaduto nelle ore notturne mentre la 52enne usciva dal lago, dove era solita andare a nuotare. Finora l’autore non è stato ancora identificato. Titolare del procedimento, per le ipotesi di lesioni semplici e vie di fatto, è la sostituta procuratrice generale Chiara Borelli. “Il Ministero pubblico aveva preso e prende in considerazione molto seriamente la denuncia della vittima, tant’è che ne aveva disposto la sorveglianza, a sua tutela, da parte della polizia", ci ha dichiarato ieri la legale della 52enne, l’avvocata Micaela Antonini Luvini. Tiene a precisare Pizolli: «Non erano state predisposte misure di sorveglianza o di protezione, ma è giusto ricordare che la donna era seguita dal Servizio per l'aiuto alle vittime di reati (servizio del Dipartimento sanità e socialità, ndr) e, in questo ambito, ha ricevuto le informazioni necessarie in merito alle possibilità a sua disposizione per tutelarsi, al pari di tutte le vittime di reati. In questo contesto era patrocinata anche da un legale».

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