L'Associazione acquedotti ticinesi lancia l'allarme: ‘I dati di consumo parlano chiaro, siamo a rischio’. E MeteoSvizzera prolunga l'allerta canicola di livello 4 fino a venerdì

Mentre MeteoSvizzera ha prolungato l'allerta canicola di livello 4 almeno fino alla sera di venerdì – spostando di due giorni la fine, inizialmente prevista per mercoledì alle 20 – si alza l'allarme anche dall'Associazione acquedotti ticinesi (Aat): “La situazione idrica in Ticino è critica, la popolazione è chiamata a ridurre immediatamente i consumi”.
L'Aat, infatti, rende noto che “in numerosi Comuni del Cantone le riserve idriche hanno raggiunto livelli storicamente minimi. Nelle località in cui la disponibilità d'acqua risulta ancora sufficiente, le infrastrutture di distribuzione operano comunque al limite della propria capacità a causa di consumi eccezionalmente elevati”. E di conseguenza l'Aat “richiama con la massima attenzione la popolazione sulla gravità dell'attuale situazione dell'approvvigionamento idrico cantonale e sulla necessità di adottare immediatamente comportamenti responsabili nell'utilizzo dell'acqua potabile”.
La primavera e la prima parte dell'estate 2026, si legge nel comunicato stampa, “sono state tra le più secche mai registrate in Svizzera. In Ticino si rileva un importante deficit di precipitazioni che perdura ormai dall'ottobre 2025 (fonte: MeteoSvizzera). È fondamentale comprendere che il sistema acquedottistico non è progettato per compensare periodi prolungati di assenza di precipitazioni: gli acquedotti distribuiscono l'acqua disponibile, ma non la generano. Analogamente, un singolo evento temporalesco, per quanto intenso, non è sufficiente a colmare un deficit accumulato nel corso di molti mesi e, in determinate circostanze, può persino aggravare la situazione compromettendo temporaneamente la qualità e la potabilità di alcune fonti captate”.
In diverse regioni del Cantone “sono già state introdotte limitazioni all'impiego di acqua potabile e lanciati appelli a un utilizzo parsimonioso della risorsa. Sebbene una parte della popolazione abbia accolto tali richieste dimostrando senso di responsabilità, i dati di consumo indicano che, nel loro complesso, gli utenti non hanno ancora ridotto in misura significativa l'utilizzo dell'acqua”.
E i numeri parlano da soli, portando alla preoccupazione citata: “I consumi giornalieri continuano infatti a registrare valori ampiamente superiori alla norma, con medie che raggiungono i 500 litri per abitante al giorno. Questa situazione si protrae dall'inizio dell'estate e sottopone l'intero sistema di approvvigionamento a uno stress costante e senza precedenti. È importante sottolineare che nessuna infrastruttura può operare indefinitamente al limite della propria capacità. Come un motore mantenuto per lungo tempo a regimi eccessivi, anche le reti di distribuzione sono esposte a maggiori rischi di guasti, sovraccarichi e cedimenti. Qualora tali criticità dovessero verificarsi, non potrebbe più essere garantita l'erogazione dell'acqua nemmeno per gli usi essenziali”.
Insomma, l'invito è a tutta la popolazione ed è di “attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle proprie Aziende comunali di riferimento e più in generale a ridurre immediatamente e in modo sostanziale i consumi di acqua potabile, limitando in particolare gli impieghi non essenziali. A titolo esemplificativo, si raccomanda di evitare il lavaggio di veicoli e piazzali, di ridurre al minimo l'irrigazione di prati e giardini e di rinviare ogni utilizzo non indispensabile. L'acqua potabile rappresenta una risorsa preziosa e limitata, destinata prioritariamente al consumo umano, alla preparazione degli alimenti e all'igiene personale. In una situazione di forte pressione sul sistema di approvvigionamento, il suo impiego per finalità non essenziali deve essere ridotto al minimo indispensabile”.