Ticino

Lega: ‘Zali ci ha dato la sua versione dei fatti, nei prossimi giorni si esprimerà pubblicamente’

Dall'attesso faccia a faccia tra il ministro e i vertici del Movimento non emergono novità. ‘Ci esprimeremo solo dopo Zali e vedremo se prendere provvedimenti’

Parlerà nei prossimi giorni
(Ti-Press)
28 luglio 2026
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Una giornata di attesa. Una giornata avvolta dal mistero su luogo e orario dell’incontro. Alla fine il faccia a faccia tra il consigliere di Stato Claudio Zali e i vertici della Lega dei ticinesi – il coordinatore Daniele Piccaluga, il consigliere di Stato Norman Gobbi e il granconsigliere Alessandro Mazzoleni – per chiarire la posizione del direttore del Dipartimento del territorio al centro delle polemiche c’è stato davvero.

E, per usare una metafora cara alla Lega, alla fine la montagna ha partorito un topolino. “Il coordinamento della Lega dei Ticinesi – si legge nella nota inviata alla stampa – ha incontrato questa sera personalmente il Consigliere di Stato Claudio Zali per confrontarsi sui recenti fatti. Il Consigliere di Stato Zali ha fornito la sua versione e le sue spiegazioni escludendo di aver commesso fatti di rilevanza penale. Ha inoltre comunicato che nei prossimi giorni esprimerà pubblicamente la propria posizione e le decisioni che intenderà assumere. Il coordinamento ne ha preso atto e attenderà tale comunicazione prima di esprimersi sulla vicenda e adottare gli eventuali provvedimenti”.

I tre filoni di una grande bufera politica

Le polemiche, lo ricordiamo, riguardano tre filoni distinti. Il primo: i file audio pubblicati su un profilo Instagram nei quali si senti Zali invitare una donna a riempire di botte un'altra. Non solo, il consigliere di stato ammette di aver lui stesso “pestato” una donna al suo domicilio e di essere pronto per risolvere i problemi a chiamare degli amici di Milano “che non mi tradirebbero mai”. Registrazioni audio che non sono mai state smentite. Il secondo filone: il caso del 14enne incarcerato alla Farera e le presunte pressioni esercitate da Zali, attraverso una riunione convocata nel suo ufficio alla presenza anche della magistrata dei minorenni per chiedere un suo trasferimento. Su questo caso è stata anche aperto un incarto da parte della Procura per abuso d'autorità e tentata coazione. Per questo motivo Zali, di comune accordo con il resto del governo, ha rinunciato temporaneamente alla responsabilità politica di Magistratura e Polizia. Terzo filone: le forti pressioni esercitate con toni minacciosi sui vertici dell'Eoc, attraverso una mail inviata all'allora presidente del cda Paolo Sanvido con il consigliere Raffaele De Rosa in copia, per far assumere una sua conoscente. “Se necessario, licenziate un frontaliere”, affermava la missiva.

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