Nel 2025 sono nati solo 2'285 bambini, 34 meno del 2024. Il saldo naturale tra nascite e decessi è il secondo più basso registrato dal 1900 a oggi

Le culle sono sempre più vuote. A certificare il continuo calo delle nascite in Ticino, il cosiddetto ‘inverno demografico’ che sta colpendo tutta Europa (e non solo), è la pubblicazione da parte dell'Ufficio cantonale di statistica (Ustat) del Movimento naturale della popolazione per l'anno 2025.
In soldoni, i nuovi nati nel nostro cantone l'anno scorso sono stati solamente 2'285, 34 in meno rispetto al 2024, mentre i decessi hanno raggiunto quota 3'476. Confermando, quindi, un saldo negativo preoccupante: -1'191 persone. Con il 2025, gli anni consecutivi senza una crescita naturale della popolazione per il Canton Ticino diventano così ben 14.
Per trovare un valore inferiore a livello di nuovi nati – informa l'Ustat – bisogna risalire addirittura al 1954, anche se con una piccola contestualizzazione. Nel senso che la popolazione residente ai tempi era, va da sé, meno numerosa e “questa differenza emerge chiaramente osservando il tasso di natalità: nel 1954 si registravano 13 nascite ogni mille abitanti, mentre nel 2025 il valore è pari a 6,4”. La diminuzione delle nascite, si diceva, si osserva lungo tutto l'ultimo decennio: “Tra il 2015 e il 2024 il numero annuo di nuovi nati è diminuito di 521 unità, con soltanto due lievi aumenti registrati attorno al 2020”.
Nello stesso periodo, sottolinea l'Ufficio di statistica nella sua pubblicazione, “è aumentata l'età media delle donne alla nascita del primo figlio, da 32,2 anni nel 2016 a 32,6 anni nel 2025”. Parallelamente, “è diminuita la quota di madri di età inferiore ai 30 anni, che rappresentavano il 26,2% delle nascite nel 2016 e il 20% nel 2025”. Se si amplia lo sguardo nel tempo, ma serve più per contemplare quanto sia cambiato il mondo, “nel 1969 le madri con meno di 30 anni erano il 63,6% del totale”. Appunto, altri tempi. E siccome tutto cambia, a farlo è anche la distribuzione delle nascite secondo lo stato civile dei genitori: “Nel 2025 il 37,9% dei bambini è nato da genitori non sposati. Nel 2000 la quota era pari all'8,8% mentre nel 1969 le madri nubili erano il 3,6% del totale”. Insomma, la società di oggi: si fanno molti meno figli, quando si fanno nascono più tardi e ci si sposa molto di meno.
Da un opposto all'altro, dalle nascite ai decessi. Con le 3'476 morti dell'anno scorso, “il tasso di mortalità si attesta a 9,7 ogni mille abitanti, un valore leggermente superiore rispetto a quello del 2024, quando si registravano in media 9,6 decessi ogni mille abitanti”. Chiaramente, fa notare l'Ustat, più si invecchia più si muore. Nel senso che all'inizio del 2025 l'8% dei residenti aveva almeno 80 anni, la quota più alta tra tutti i cantoni. Nella stessa fascia d'età si concentra il 67,2% dei decessi registrati lungo tutto l'anno. Nel dettaglio, a morire nel 2025 sono stati 1'690 uomini e 1'786 donne. Con una significativa differenza d'età. Al momento del decesso, l'età media è stata di 79,3 anni per gli uomini e di 85 anni per le donne.
Nascite e decessi portano a un saldo naturale estremamente negativo e preoccupante. Il dato di -1'191 persone è il secondo valore più basso registrato dal 1900 a oggi. Con il 2020 di mezzo, certo, ma con il Covid e tutte le sue vittime. Nel 2025, invece, il saldo riflette esclusivamente “la combinazione tra il numero di decessi e quello delle nascite”.
Il capitolo matrimoni conta su un sostanziale equilibrio: nel 2025 sono state celebrate 1'102 unioni tra persone di sesso differente (uno in meno rispetto al 2024) e 26 tra persone dello stesso sesso (l'anno precedente erano 22). Escludendo le conversioni di precedenti unioni domestiche registrate, per quanto riguarda le persone dello stesso sesso il numero “è in linea con quelli delle unioni prima della modifica legislativa”. Tra le coppie eterosessuali, si continua a leggere nel notiziario statistico, “l'età media ha continuato a crescere nel corso degli ultimi cinquant'anni, raggiungendo nel 2025 i 34,7 anni per gli uomini e i 33,1 anni per le donne”.
Esaurito il capitolo matrimoni, eccoci ai divorzi: l'anno scorso sono stati 588, 69 in meno rispetto al 2024, ma è un numero da prendere con le pinze: “L'interpretazione dell'evoluzione nel tempo richiede cautela a causa delle modifiche intervenute nel sistema di raccolta dei dati e delle variazioni annuali osservate”, commenta infatti l'Ustat. Che conclude la panoramica sui divorzi registrando che per quelli del 2025 si trattava “di matrimoni durati in media 18,1 anni. Il 9,4% ha riguardato unioni celebrate da meno di cinque anni, mentre il 56,4% ha riguardato matrimoni in atto da oltre 15 anni”.
Infine, l'Ustat svela i numeri anche riguardo ai cambiamenti di sesso registrati nello stato civile. Ebbene, nel 2025 in Ticino se ne sono registrati 11, sette in meno rispetto ai 18 osservati nel 2024. Numeri più che contenuti, ma che a parere dell'Ustat “documentano un ulteriore aspetto delle trasformazioni demografiche e sociali rilevate dalla statistica pubblica”.