Ticino

Monica Sartori-Lombardi e Krizia Kono-Genini dichiarano fedeltà a Costituzione e leggi

Entrambe elette giudici (Tpc e Ufficio del gpc) dal Gran Consiglio nella seduta di lunedì 8. Oggi la cerimonia

Terza da sinistra Monica Sartori-Lombardi. Quinta da sinistra Krizia Kono-Genini
24 giugno 2026
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Elette dal Gran Consiglio nella seduta di lunedì 8 giugno, la nuova giudice ordinaria del Tribunale penale cantonale Monica Sartori-Lombardi e la nuova giudice ordinaria dei provvedimenti coercitivi Krizia Kono-Genini hanno dichiarato oggi fedeltà alla Costituzione e alle leggi. La cerimonia si è svolta a Bellinzona al Palazzo delle Orsoline. Hanno prestato giuramento anche Leonilde Dazzi Mariotta e Daniele De Blasi, eletti di recente, sempre dal parlamento, assessori-giurati della Corte di appello e di revisione penale, rispettivamente del Tribunale penale cantonale.

La cerimonia è stata presieduta dalla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori. Vi hanno partecipato il consigliere di Stato Claudio Zali (presidente del governo e referente in seno all'Esecutivo del settore giustizia), la vicepresidente del Consiglio della magistratura Claudia Canonica-Minesso, il presidente del Tribunale penale cantonale Marco Villa, il segretario generale del Tribunale di appello Alessandro Simoneschi, il segretario generale del Gran Consiglio Tiziano Veronelli e l’aggiunto alla direttrice della Divisione giustizia.

Con la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi, le neoelette magistrate e i due assessori-giurati, si rammenta nella nota dei servizi del Gran Consiglio, “hanno formalmente assunto l’impegno a esercitare le proprie funzioni nel rispetto dei principi dello Stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura e della tutela dei diritti fondamentali”. Da ricordare inoltre che prima della loro nomina da parte del parlamento, Sartori-Lombardi e Kono-Genini erano giudici supplenti straordinari rispettivamente del Tribunale penale e dell'Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi, a suo tempo designate dal Consiglio di Stato a ricoprire la funzione.

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