Ticino

La Deputazione ticinese alle Camere federali insiste sui trasporti

Ricco menù di bilancio per la fine della sessione: dalle infrastrutture stradali e ferroviarie, passando dalla ‘tassa sulla salute’, fino ai traduttori

Tradizionale incontro per la fine della sessione a Berna
(Ti-Press)
17 giugno 2026
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È sul settore dei trasporti che si è concentrato il focus della Deputazione ticinese alle Camere federali, durante il tradizionale incontro con la stampa di oggi per presentare i principali temi affrontati dai parlamentari nelle tre settimane di sessione. Un’attenzione che si lega in particolare alla prevista messa in consultazione, venerdì, del progetto ‘Trasporti 45’ da parte del Consiglio federale.

Rispetto al progetto ‘Trasporti 45’, dice il presidente della Deputazione ticinese alle Camere Bruno Storni, per il Ticino non si profilano investimenti significativi: sarebbero infatti previsti circa una quindicina di milioni di franchi per un nuovo binario alla stazione di Locarno. La Deputazione intende tuttavia chiedere un incremento del credito fino a 450 milioni, così da includere anche i progetti elaborati dal Cantone nell’ambito di un concetto d’offerta. I cinque interventi principali riguardano il raddoppio dei ponti sui fiumi Verzasca e Ticino (attualmente a binario unico lungo la linea Locarno-Bellinzona, con l’obiettivo di permettere la circolazione di treni InterCity diretti a Zurigo), oltre al potenziamento delle stazioni di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.

Per quanto riguarda le infrastrutture stradali, non sono invece previsti investimenti a breve termine: i prossimi interventi potrebbero essere discussi nel 2031, con il potenziamento dell’autostrada A2 tra Lugano e Mendrisio oppure la realizzazione del collegamento tra A2 e A13 nel Sopraceneri.

Nel corso della sessione, i deputati ticinesi hanno inoltre incontrato la direzione delle Ferrovie federali svizzere (Ffs). “È stato un incontro molto interessante – commenta Storni –, durante il quale si è discusso anche della futura officina di Castione, che ospiterà 360 dipendenti e 80 posti di apprendistato. Lo stabilimento sarà inizialmente occupato all’85%, lasciando quindi margini per un’ulteriore espansione occupazionale”.

La Deputazione ha poi avuto un colloquio con la consigliera federale Karin Keller-Sutter sulla cosiddetta ‘tassa sulla salute’ che l’Italia vorrebbe introdurre per i lavoratori frontalieri. “Non possiamo che chiedere al Consiglio di Stato ticinese e al Consiglio federale di trovare un’intesa”, dichiara Storni.

Infine, la Deputazione ha richiesto un incontro con l’Ufficio federale del personale per chiarire la possibile riduzione del numero di traduttori a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale. Secondo le preoccupazioni espresse, la Confederazione potrebbe anche rivedere al ribasso l’offerta di corsi di lingue. Si tratta di una problematica “che la Deputazione dovrà monitorare”, conclude Storni.

Nasce il Gruppo parlamentare ‘Rete ferroviaria internazionale’ Svizzera-Europa

Sempre a Berna si è formata in questi giorni un’alleanza parlamentare per, viene riportato nella relativa nota, “rimettere la Svizzera al centro della rete ferroviaria internazionale”. Sette i deputati, provenienti da diversi partiti e da tutte le regioni di frontiera, a sostenere il Gruppo parlamentare ‘Rete ferroviaria internazionale’ Svizzera-Europa: Yvonne Bürgin (consigliera nazionale del Centro per Zurigo), Katia Christ (consigliera nazionale dei Verdi Liberali per Basilea), Alex Farinelli (consigliere nazionale del Plr per il Ticino), Marianne Maret (consigliera agli Stati del Centro per il Vallese), Delphine Klopfenstein-Broggini (consigliera nazionale dei Verdi per Ginevra), Lukas Reimann (consigliere nazionale dell’Udc per San Gallo) e Brenda Tuosto (consigliera nazionale del Ps per il Canton Vaud). “La Svizzera – scrivono i parlamentari – occupa una posizione geografica centrale, ma le nostre infrastrutture non devono subire le debolezze dei collegamenti internazionali. Mettere in sicurezza e modernizzare i nostri collegamenti con le grandi metropoli europee non è un progetto lontano, è una necessità immediata per la nostra competitività. È ora che dobbiamo anticipare e pianificare la rete di domani”.

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