Ticino

‘In un contesto complesso rimandare gli investimenti non è la scelta vincente’

La Società svizzera impresari costruttori tra difficoltà nel trovare personale qualificato e calo delle commesse pubbliche. ‘Riserve di lavoro limitate’

‘Politica lenta nel decidere’
(Ti-Press)
7 maggio 2026
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Un contesto internazionale che definire “complesso” è un eufemismo, tra guerre e prezzi dei carburanti alle stelle, non resta certo fuori dalla porta delle imprese ticinesi. Mettici poi il calo delle commesse pubbliche che continua a farsi sentire anche nel 2026, seppur con un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, ed ecco che per chi lavora nell’edilizia le preoccupazioni non mancano. «Il nostro settore ha un valore economico e sociale molto concreto. Costituzione significa infrastrutture e manutenzione del patrimonio». Eppure, avverte il presidente della Società svizzera impresari costruttori (Ssic) sezione Ticino Massimo Cereghetti, «il settore resta esposto a forti pressioni e richiede quindi condizioni quadro stabili, capacità decisionale e visione politica chiara».

Politica che è però confrontata, a tutti i livelli, con la difficoltà di far quadrare i conti. «Comprendiamo perfettamente i problemi finanziari della Confederazione – afferma Cereghetti –, ma pensiamo che ridurre o rinviare certi investimenti, soprattutto nella manutenzione e nelle infrastrutture, rappresenta spesso un falso risparmio». Altro campanello suonato all’indirizzo della politica: la lentezza decisionale. «Procedure lunghe, iter complessi e riforme che faticano a concretizzarsi pesano sul settore dell’edilizia e più in generale sulla competitività del nostro cantone. L’esempio della revisione della Legge edilizia – fa notare il presidente della Ssic Ticino – è emblematico. Se ne discute da anni ma senza una conclusione chiara. In un periodo in cui tutti parlano di semplificazione e digitalizzazione non è normale che il quadro procedurale rimanga così lento e farraginoso».

A dare più di qualche preoccupazione alla Ssic, nel 2025, era stato il netto calo di concorsi di appalto pubblicato ogni settimana sul Foglio ufficiale: dai 3,28 del periodo 2017-2019 ai 2,08 dello scorso anno. «Ora la media si è un po’ alzata, siamo a 2,39. In periodi di ristrettezza finanziaria è normale che ci sia la tentazione di ridurre gli investimenti – riconosce il direttore della Ssic Ticino Nicola Bagnovini –, ma si tratta di un falso risparmio. Dover intervenire successivamente, magari anche con urgenza, costa infatti più di una manutenzione regolare». Manutenzione e rinnovamento che in Ticino aspettano un numero considerevole di edifici. «Diversi immobili sono stati costruiti prima del 1980 e avranno bisogno di rinnovamento. L’abolizione del valore locativo toglierà un incentivo in questo senso. Il Cantone – suggerisce Bagnovini – potrebbe pensare a un’azione per incoraggiare il rinnovamento in ottica ecologica».

A rinnovare sarà però, giocoforza, anche la forza lavoro attiva nell’edilizia. Ed è una sfida importante per tutto il settore. «È sempre più difficile reperire personale qualificato», spiega il vicepresidente della Società impresari svizzeri sezione Ticino Fabrizio Bellini. Un esempio: nel 2024, tra i capi attivi, solo 10 avevano meno di 29 anni. 104 avevano tra 30 e 49 anni. 228 avevano più di 50 anni. «La sfida sarà quella di attirare i giovani». L’offerta formativa non si rivolge però solo ai ragazzi. «La formazione continua ha sempre un maggiore peso», spiega Paolo Ortelli, direttore del Centro di formazione professionale di Gordola che festeggia i 50 anni dalla sua fondazione.

A essere limitate sono anche le riserve di lavoro delle aziende. «Nel settore del genio civile le riserve sono di tre mesi, nell’edilizia di cinque. Cifre che mostrano come il margine di sicurezza resti limitato», fa notare Davide Braga, membro dell’ufficio presidenziale Ssic Ticino. «In questo contesto la riduzione dell’offerta e la forte concorrenza alimentano una corsa al ribasso che non giova a nessuno. Il prezzo più basso non coincide necessariamente con l’offerta migliore».

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