Ticino

In Ticino meno radar sulle strade, Zali: ‘Risorse dirottate su altri controlli’

Dal 1° marzo la Polizia cantonale sta riducendo il numero di verifiche della velocità. ‘Non è la principale causa di incidente’

Qualche flash in meno
(Ti-Press)
23 marzo 2026
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Da inizio marzo il numero di controlli radar si sta progressivamente riducendo. A dare l’annuncio, durante la conferenza stampa di bilancio dell’attività 2025 della Polizia cantonale, è il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali. «Non abbiamo ancora quantificato questa riduzione – precisa il direttore del Dt e responsabile politico della Polizia cantonale – ma è stato deciso di destinare maggiori risorse ad altri tipi di controlli. La velocità eccessiva non è infatti l’unica causa di incidenti o infrazioni gravi. Anzi, statisticamente non è nemmeno quella principale». Verranno quindi ridotti i ‘flash’ sulle strade e aumentati i controlli dello stato psicofisico dei conducenti, in particolare per quanto riguarda medicamenti e sostanze psicotrope. Un cambio di strategia che è anche un’ammissione di aver esagerato con i controlli della velocità negli ultimi anni? «No, non direi», replica Zali. «Negli anni è stato fatto molto in termini di prevenzione come pure dal profilo della repressione. Visti i risultati ottenuti, ci siamo chiesti se non fosse possibile allentare la pressione». Detto, fatto.

La diminuzione riguarda in ogni caso solo i controlli effettuati dalla Cantonale. «Le Polizie comunali hanno dinamiche proprie e rispondono alle esigenze specifiche del loro territorio. Non c’è quindi al momento una strategia condivisa di riduzione dei controlli della velocità». E poi una frecciatina a chi critica i radar per partito preso: «Spesso i cittadini criticano i controlli fino a quando non sono piazzati nella via dove abitano. Lì i radar vanno bene. È un atteggiamento un po’ schizofrenico».

‘Il Ticino è un cantone sicuro’

Il 2025 è stato in ogni caso un anno positivo per la Polizia cantonale. «Il Ticino è un cantone sicuro che non teme il confronto con le altre regioni della Svizzera da questo punto di vista», afferma Zali. Sicurezza garantita nonostante il contesto non sia dei più facili. «Il Ticino è un crocevia di importanti flussi di persone e merci che si spostano da nord a sud e viceversa. È quindi logico che risenta anche di fenomeni criminali che superano i confini locali», spiega il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Motivo per cui è importante rafforzare la collaborazione con gli altri Cantoni. «Serve lavorare a procedure comuni e condivise che permettano agli operatori di comunicare con lo stesso linguaggio operativo, indipendentemente dal cantone di provenienza».

Lo scorso anno ha fatto registrare una diminuzione delle chiamate ricevute dalla Centrale comune di allarme: 211’175, il 14% in meno rispetto all’anno precedente. Di queste oltre 12mila erano per richieste di intervento dei pompieri. «Il 2025 è stato fortunatamente più stabile dal punto di vista meteorologico. Il nostro territorio è stato risparmiato da grandi eventi naturali o situazioni di maltempo estremo che si erano invece verificati l’anno precedente. Penso, ad esempio, all’alluvione in Vallemaggia. Sono eventi che avevano inevitabilmente determinato un aumento delle richieste di intervento e delle chiamate ai numeri di emergenza».

Sono invece aumentati del 4 per cento gli interventi in ambito domestico. Di questi, in 172 casi sono stati riscontrati reati d’ufficio che hanno richiesto di applicare la procedura completa di violenza domestica (+6%). Scende leggermente il numero di incidenti, 3’874 rispetto ai 3’901 del 2024, e di vittime della strada, 14 al posto delle 19 dell’anno precedente.

Per quanto riguarda i fenomeni criminali, lo scorso anno è stata registrata una diminuzione dei furti (5’250, -5,4%) che però si mantengono superiori a quelli avvenuti nel 2023. «Per il secondo anno consecutivo sono scesi i furti con scasso e quelli dai veicoli, mentre salgono i taccheggi. Per la polizia i furti nelle abitazioni, calati del 29 per cento, hanno sempre una grande importanza poiché incidono molto sulle vittime», dice Cocchi. Capitolo rapine: sono state 42, in linea con gli anni precedenti e hanno riguardato soprattutto il Luganese e il Bellinzonese. Altro dato che preoccupa, un quarto delle rapine è stato commesso da minorenni. «In generale – aggiunge il comandante della Polizia cantonale – notiamo che sta crescendo la predisposizione agli atti violenti. È una tendenza nazionale e questo ci preoccupa».