Ticino

‘È una misura che rischia di incidere in modo significativo sulle persone più fragili’

Partecipazione dei pazienti ai costi delle cure a domicilio, la polemica non si placa. Pure Avanti con Ticino&Lavoro chiede spiegazioni al governo

Il deputato Giovanni Albertini
(Ti-Press)
20 marzo 2026
|

Continua a far discutere l’introduzione, il prossimo 1° aprile, della partecipazione dei pazienti ai costi delle cure a domicilio, voluta dal governo e ancorata dalla maggioranza del Gran Consiglio al Preventivo 2026 del Cantone. Una misura che il Consiglio di Stato, scrive il deputato di Avanti con Ticino&Lavoro Giovanni Albertini in un’interrogazione inoltrata oggi, “giustifica con la necessità di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema e una ripartizione più equilibrata dei costi, in un contesto caratterizzato da un aumento significativo delle prestazioni e dei costi nel settore delle cure a domicilio. Va tuttavia rilevato che il Ticino si contraddistingue per una situazione socioeconomica particolare, con premi di cassa malati tra i più elevati della Svizzera e una popolazione mediamente più anziana, elementi che possono incidere in modo significativo sulla capacità finanziaria delle persone direttamente toccate dalla misura”.

Non solo. “L’aumento delle cure a domicilio – aggiunge Albertini – si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del sistema sanitario, caratterizzato da dimissioni ospedaliere sempre più precoci, dalla crescente pressione sulle strutture riabilitative e da una maggiore presa a carico territoriale di pazienti complessi e cronici. In questo senso, le cure a domicilio rappresentano non solo un costo, ma anche una risposta necessaria a dinamiche sistemiche. In tale contesto, l’introduzione di una partecipazione diretta ai costi rischia di incidere in modo significativo sulle persone più fragili, in particolare sugli anziani e sui pazienti con bisogni di cura continuativi. Vi è il timore concreto che l’aumento dei costi a carico dell’utente possa indurre, in alcuni casi, una rinuncia parziale o totale alle cure, con possibili conseguenze negative sia sul piano sanitario sia su quello sociale, oltre che potenzialmente generare costi maggiori per il sistema nel medio periodo”.

Sono molte le domande che il granconsigliere di Avanti con Ticino&Lavoro pone al Consiglio di Stato. Fra queste: “Con quale tempistica” sono stati informati gli operatori del settore circa l’introduzione della partecipazione ai costi delle cure a domicilio? Sono stati organizzati incontri o consultazioni con le associazioni di categoria, i fornitori di cure a domicilio e le organizzazioni rappresentative dei pazienti? Se sì, quali sono stati gli esiti? Se no, per quali motivi?”. Il governo “ha effettuato analisi comparative con altri Cantoni che già applicano una partecipazione ai costi?”. In queste analisi “sono state considerate le specificità del Ticino?”. Quali valutazioni sono state fatte “circa il rischio di rinuncia alle cure a seguito dell’introduzione della partecipazione ai costi, in particolare per le persone anziane e con risorse limitate?”. In che misura sono state considerate “le dinamiche sistemiche come dimissioni precoci e pressione sulle strutture?”. E ancora: è stato valutato “l’impatto della misura sulla qualità delle cure?”. Il Consiglio di Stato intende monitorarne gli effetti?