Ticino

CSt: documenti d'identità falsi, rafforzare controlli

16 marzo 2026
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In un prossimo futuro andranno intensificati i controlli sull'autenticità dei documenti d'identità presentati per il rilascio dei permessi di soggiorno, in particolare a livello comunale e cantonale, rafforzando la collaborazione con la polizia e le autorità federali.

È quanto si propone una mozione del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC/TI), già adottata dal Consiglio nazionale lo scorso settembre, accolta oggi anche tacitamente dal Consiglio degli Stati.

Nel suo intervento, il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans, ha ammesso che il controllo dei documenti di identità è talvolta lacunoso. Per questo il Consiglio federale, ha spiegato, sostiene la prima parte della mozione che chiede di intensificare i controlli. Tra l'altro, ha aggiunto, la Segreteria di Stato della migrazione sta già lavorando in tal senso.

Secondo Marchesi, negli ultimi anni, la Svizzera sta registrando un preoccupante aumento dell'uso di documenti d'identità falsificati, impiegati in particolare per ottenere permessi di soggiorno in modo fraudolento. I dati citati da Marchesi parlano di 1'863 documenti falsi sequestrati ai confini nel solo 2024 e di 3'735 a livello nazionale. Gli esperti della polizia, stando al deputato ticinese, stimano che circa un permesso di soggiorno su dieci sia ottenuto sulla base di documenti contraffatti.

Questo fenomeno comporta per Marchesi gravi rischi per la sicurezza interna, a danno di chi rispetta le regole. Inoltre, crea vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da reti criminali.

Particolarmente esposti sono i Comuni, primi a ricevere la documentazione e spesso senza strumenti tecnici adeguati o formazione specifica per riconoscere i falsi più sofisticati. Per questo, a suo avviso, è necessario rafforzare i controlli documentali, istituire canali rapidi di segnalazione dei casi sospetti alle autorità competenti e coordinare meglio le forze già esistenti, senza però appesantire l'attività amministrativa ordinaria né creare nuova burocrazia.