Ticino

‘Ecco dove andare per ricevere aiuto in caso di situazioni speciali’

Presentati i Punti di raccolta d’urgenza. Un nuovo servizio di Cantone e Comuni che sarà attivato, se necessario, per assistere la popolazione

Uno dei Pru di Monteceneri
(Ti-Press)
16 marzo 2026
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Si chiamano Pru – Punti di raccolta d’urgenza – e hanno il compito di fornire un primo appoggio sicuro per ricevere informazioni tempestive e assistenza in caso di situazioni speciali. Dal 1° gennaio di quest'anno in Ticino ne sono presenti 160, distribuiti in maniera capillare su tutto il territorio in modo che la popolazione possa raggiungerli nel più breve tempo possibile dal proprio domicilio. «Durante le situazioni straordinarie i normali canali di comunicazione potrebbero risultare compromessi o funzionare. Ecco perché è importante avere un punto fisico, in prossimità di strutture pubbliche conosciute, dove la popolazione può recarsi per ricevere tutte le informazioni necessarie per gestire la situazione o altri tipi di assistenza», afferma il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. «Il principio alla base di questa iniziativa è semplice, non andiamo a inventare nulla di nuovo. Anzi potremmo parlare di riproporre un sistema ‘di una volta’ con gli accorgimenti tecnici necessari per rispondere alle situazioni attuali: un posto dove andare per sapere come comportarsi in situazioni critiche». Continua Gobbi: «Si tratta di un ulteriore tassello a favore della sicurezza. Ora però è importante che la popolazione si informi su dove si trova il punto più vicino a casa sua». Posizione geografica dei Pru che è consultabile sulla pagina www.ti.ch/pru. «Il 100% dei Comuni ha almeno un punto. Siamo completamente pronti e, in caso di bisogno, operativi».

I Pru non saranno in esercizio tutto l’anno, ma verranno attivati solo in caso di crisi o situazione d’emergenza su base comunale, regionale o cantonale a dipendenza del problema. Già, ma in quali casi potrebbero essere attivati? Durante la conferenza stampa di presentazione di questo nuovo servizio sono stati forniti alcuni esempi concreti: i blackout, che tolgono la corrente e mettono in difficoltà alcuni tipi di comunicazione (come quella attraverso la televisione); le siccità o i casi di catastrofe, come il tragico alluvione in Vallemaggia del giugno 2024. «Proprio quel caso – afferma Gobbi – ci ha dimostrato la necessità di avere una rete d’intervento capillare e in grado di raggiungere rapidamente la popolazione. Il crollo del ponte di Visletto ha tagliato il canale delle comunicazioni e di approvvigionamento. La popolazione, in questi casi, ha bisogna di sapere che c’è un posto sicuro dove poter ricevere rassicurazioni e una prima assistenza».

Informazioni, ma non solo

«Ogni Punto avrà almeno un responsabile comunale che si occuperà di fornire le informazioni ufficiali, gestire le chiamate di emergenza e dare aiuto», spiega il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla. L’apertura di un Pru sarà comunicata tramite l’applicazione Alertswiss, i canali ufficiali delle autorità e i media. Ogni punto sarà dotato di cartello di segnalazione, radio Polycom per garantire comunicazioni affidabili tra gli operatori attivi e gilet bianchi per riconoscere le persone a cui rivolgersi. Le postazioni potranno inoltre essere dotate di allacciamento elettrico, registri di controllo abitanti cartaceo e spazi operativi per la centralizzazione di beni di prima necessità. «A gestire i Pru saranno principalmente i responsabili comunali e non la Protezione civile», sottolinea Pedevilla. Un’altra funzione di questi punti può essere quella di “catalizzatore”. Dichiara il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione: «I volontari che si attivano in caso di necessità possono essere convocati e partire dai Pru. In questo modo è garantito un coordinamento efficace». Altri possibili impieghi di questi nuovi punti sono la distribuzione di materiale di prima necessità, come acqua o mascherine igieniche». Insomma, I Pru saranno adattati a dipendenza della situazione e delle necessità che si presentano. Uno strumento in più che va ad aggiungersi alla catena di pronto intervento.

Lo slancio arriva da Argovia

A dare il là all’implementazione dei Punti di raccolta d’urgenza, che sono presenti in tutta la Svizzera con oltre 2’900 sedi, è stato il canton Argovia. Confrontate con la necessità di disporre di una rete efficace di intervento e informazione, vista la presenza di diverse centrali nucleari, le autorità argoviesi si erano attivate con la Confederazione. L’Ufficio federale della protezione della popolazione ha però deciso di estendere il concetto a tutto il territorio nazionale. «La confederazione fornisce le basi legali e le linee guida, il Cantone garantisce il materiale necessario e l’attuazione, i Comuni attivano e gestiscono i Punti. Un esempio concreto di come funziona il federalismo in Svizzera», riprende Gobbi.

L'esempio di Monteceneri

Cento Comuni, centossesanta Pru. Questo perché, complici anche le fusioni, un Punto solo non basta per un intero comune. Monteceneri, dove si è tenuta la presentazione ai media del nuovo servizio, ne è un esempio. «Abbiamo cinque quartieri indipendenti tra loro. Per garantire a tutti i cittadini di raggiungere facilmente un Pru era quindi necessario averne più di uno. Ne abbiamo quindi creati quattro», dichiara il segretario comunale di Monteceneri Curzio Sasselli. Trovate le ubicazioni si è poi passati al personale. «Attualmente abbiamo otto responsabili comunali, figure trovare all'interno del Comune che hanno seguito la formazione specifica. Un lavoro nel complesso non facile, ma un servizio importante per la popolazione».