Le società che gestiscono gli impianti di risalita hanno finora vissuto una di stagione invernale definita positiva.
Stando ai dati diffusi oggi dall'associazione di categoria Funivie svizzere (FS), a livello nazionale l'affluenza (sino al 28 febbraio) è scesa del 3% su base annua, ma va considerato che l'inverno 2024/2025 era stato eccezionalmente buono: gli ingressi sono saliti del 12% se si prende in considerazione una media quinquennale.
Le differenze regionali rimangono sensibili. Nel confronto annuo il Vallese segna +2%, i Grigioni 0%, l'Oberland bernese -2%, il Ticino -3%, le Alpi vodesi e friburghesi pure -3%, la Svizzera centrale -5% e quella orientale -11%. Si osserva anche una notevole differenza fra i comprensori oltre i 2000 metri (+7%), quelli fra 1500-2000 metri (-3%) e quelli sotto i 1500 metri (-8%).
"L'inverno inizialmente mite è stato particolarmente impegnativo per le località sciistiche più piccole e situate a bassa quota", commentano gli esperti di FS in un comunicato. "L'ondata di freddo e le nevicate di febbraio hanno portato un notevole sollievo". Ampliando lo sguardo sui cinque anni tutte le zone mettono a referto un aumento, con in primo piano Ticino (+23%) e Oberland bernese (+19%), mentre più attenuata è la crescita nei Grigioni (+9%).
La stagione non è comunque finita. "Speriamo che le temperature miti e l'abbondante neve attirino ancora molti appassionati di sport invernali in montagna", afferma Berno Stoffel, direttore di FS, citato nella nota. "Le aziende offrono fantastici programmi con molti festival e concerti in marzo e aprile".
Funivie svizzere conta circa 350 membri di ogni regione del paese, tra cui tutte le grandi e medie imprese del ramo, ma anche molte più piccole. L'associazione rappresenta gli interessi dei suoi affiliati e ne promuove la cooperazione. L'organizzazione ha sede a Berna e gestisce anche un centro di formazione a Meiringen, nell'Oberland bernese.