"Per una cosa così grave, con decine e decine di morti e centinaia di feriti, la cauzione non può essere di 200'000 franchi". Lo ha detto il ministro degli esteri e vicepremier italiano Antonio Tajani, parlando della vicenda di Crans-Montana (VS) con i cronisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria.
"La legge prevede anche un milione di franchi. Non si può nemmeno sapere chi ha pagato la cauzione. Sono tutte cose che lasciano sgomenti", ha affermato Tajani. "Così come sono andate le cose, le indagini hanno pregiudicato i diritti dei cittadini italiani, perché l'arresto è avvenuto in ritardo. Loro stessi (la procura vallesana, ndr.) hanno detto che c'era pericolo di fuga e purtroppo abbiamo scoperto anche la reiterazione del reato".
"Abbiamo messo a disposizione fin dall'inizio ospedali, collaborazione investigativa e forze di polizia. C'è anche un'indagine alla Procura di Roma, ma gli incontri tra magistrati stanno andando alle calende greche", ha osservato il titolare della Farnesina.
"Adesso vediamo che cosa fare" ma "finché non abbiamo chiarimenti noi abbiamo deciso di non rimandare l'ambasciatore (italiano a Berna, ndr.), l'ambasciata rimane operativa, aperta, così il consolato" ma "è un segnale per dire attenzione, bisogna fare chiarezza", ha poi detto ancora il responsabile della diplomazia della vicina Repubblica, replicando a chi gli chiedeva come il governo procederà sulla vicenda di Crans-Montana.
Tajani ha ricordato che non si tratta di responsabilità della Svizzera ma "del Cantone: la legge penale e la procedura è tutta cantonale, quindi è il Cantone che svolge l'attività giudiziaria". Le autorità vallesane dovrebbero quindi accogliere la disponibilità italiana di partecipare all'indagine, visto che c'è anche un'indagine della Procura di Roma, secondo il vicepremier.