Il procuratore generale Pagani ha deciso di non ricorrere contro la sentenza della Pretura penale

Il verdetto è definitivo. Il procuratore generale Andrea Pagani ha deciso di non impugnare la sentenza con cui a metà dello scorso ottobre la giudice e presidente della Pretura penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti ha prosciolto i due poliziotti della Cantonale imputati di favoreggiamento in relazione all’incidente stradale che ha coinvolto il 14 novembre 2023 sull’A2 in zona Stalvedro il consigliere di Stato Norman Gobbi. Lo ha riferito la Rsi.
Se dal profilo oggettivo, aveva spiegato in aula la giudice, il reato di favoreggiamento è dato («Non verificando le due ore trascorse dall’incidente e non interpellando il procuratore pubblico di picchetto, hanno impedito che il ministro si sottoponesse a un controllo del sangue che avrebbe potuto esporlo a un procedimento penale per guida in stato di ebrietà»), da quello soggettivo il discorso cambia. Per la giudice «manca un movente per cui» il sottufficiale superiore di Gendarmeria e il sergente maggiore, il primo di picchetto la sera dei fatti e il secondo in servizio quella notte come capogruppo, «avrebbero dovuto favorire Gobbi». Inoltre «non si capisce per quale ragione avrebbero dovuto compromettere la loro carriera. Il loro comportamento ha rivelato la volontà di seguire un accertamento corretto». Per la presidente della Pretura penale, dunque, l’intenzione da parte dei due agenti di favorire Gobbi non c’è stata, neanche con dolo eventuale. «In mancanza di prove sull’intenzionalità, vanno prosciolti», aveva dichiarato la giudice.