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‘No allo stabile Efg, una palla di neve che diventa valanga’

Il comitato contrario all'acquisto del palazzo Botta di Lugano per la nuova cittadella della giustizia si presenta in vista del referendum del 9 giugno

Un no su tutta la linea
(Ti-Press/Francesca Agosta)
3 maggio 2024
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No a «una palla di neve che rotolando si trasforma in valanga», e quindi no all’acquisto da parte del Cantone dello Stabile Efg di Lugano per installarvi la nuova Cittadella della giustizia. Un’operazione dai «costi esorbitanti» cui si oppone il comitato contrario presentatosi sotto l’insegna del, pane al pane e vino al vino, “Basta sprechi!”. Perché sì, quegli 80 milioni di franchi – per cominciare, la stima di tutta l'operazione tocca i 250 milioni – sono considerati «una cifra assurda» e uno dei motivi «per cui non bisogna cedere al ricatto che non esiste un Piano B».

Soldati: ‘Cifre assurde’

Con ordine. Roberta Soldati inizia col turbo: «L'Udc ritiene questo prezzo assurdo, uno spreco di denaro e soprattutto l’operazione non considera le reali necessità della giustizia. Serve prendersi altro tempo per riflettere, soprattutto se si considerano da un lato tutte le vere esigenze della giustizia e dall’altro il periodo storico che stiamo vivendo, con tanti sacrifici chiesti ai cittadini».

Il no di Soldati è su tutta la linea: «In Gran Consiglio abbiamo proposto un emendamento che chiedeva di abbassare a 66 milioni il prezzo di acquisto, ed è stato respinto. Eppure tutti parlano di necessità di risparmio... Il dato di fatto – riprende la deputata Udc – è che da molti anni la giustizia è in sofferenza, potenziata con solo due magistrati a fronte di un’Amministrazione pubblica sovradimensionata, i milioni che non butteremmo per questo stabile potremmo usarli anche per le esigenze della giustizia che vede una Pretura penale in sofferenza e una giudicatura dei minorenni allo stremo delle forze». Certo, «l'attuale Palazzo di giustizia ha bisogno di essere ristrutturato e ci mancherebbe altro, ma nella migliore delle ipotesi si traslocherà solo dopo il 2030... nemmeno le tempistiche ci convincono».

Bourgoin: ‘Mattoni umani, non mattoni di palazzi’

«Bisogna investire nei mattoni umani cioè le persone, non nei mattoni degli stabili» afferma la co-coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin, relatrice del rapporto di minoranza che in Gran Consiglio chiedeva di respingere la proposta di acquisto: «Comperare una cattedrale per sempre meno fedeli deve passare dalla presa di coscienza che la digitalizzazione cambierà il modo di lavorare, ed è inammissibile che si vada a imporre un acquisto simile senza pensare prima ai contenuti e aver dato priorità al buon senso». Già, perché «una volta acquistato lo stabile non potremo tornare più sui nostri passi, nemmeno quando scopriremo che tutta l'operazione tra ristrutturazioni e costi di gestione potrà arrivare a costare non 250 milioni ma 400 o 500».

Mirante: ‘16 milioni l'anno, la cifra che volevano tagliare nei sussidi cassa malati’

Dall'aldilà Margaret Thatcher ha più attenzioni per Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro) che per l'Anfitrione di giornata, il suo ‘semper fidelis’ consigliere nazionale Udc Paolo Pamini, quando la granconsigliera tuona affermando che «i soldi che gestisce lo Stato sono i soldi dei cittadini, ed è un investimento troppo costoso: appunto non per lo Stato, ma per chi paga l'investimento: è possibile che nell’ampissima superficie di Lugano non ci sia la possibilità di costruire ex novo uno stabile riducendo di molto la spesa?». Mirante è netta: «Gli investimenti sono costi, semplicemente dilazionati nel tempo. Questo investimento tra tutto inciderà nel budget annuale del Cantone per 16 milioni. Lo stesso importo che il governo voleva tagliare nei sussidi di cassa malati». La Thatcher può riprendere a guardare Pamini.

Di «costo esorbitante» parla anche il deputato di HelvEthica Roberto Ostinelli, aggiungendo che «serve trovare alternative meno costose, più rapide, e investire nella parte umanistica migliorando le relazioni interne alla giustizia».

A mettere il cappello è il vicepresidente e deputato Udc Pierluigi Pasi, sul referendum finanziario obbligatorio «grazie al quale il popolo si esprimerà».

Eccesso di passione nei favorevoli? ‘Beh...’

Tra i favorevoli sembra esserci davvero molta, come dire, passione nel difendere questo acquisto. In primis da parte del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, che l'ha difeso a più riprese. È una passione che in alcuni può definirsi... eccessiva? Bourgoin: «Non so cosa c’è dietro, ma il fatto che in Gestione abbiano negato una seconda perizia sul prezzo...». Soldati: «È strano che una perizia stabilisca il prezzo di 80 milioni e si offrano 80 milioni senza negoziare...». Mirante, gagliarda: «Trovo molto fuori luogo i modi, il linguaggio, l'aggressività e anche la maleducazione che si sente in alcuni dibattiti... Mi auguro che se c’è qualche interesse personale legato a questo stabile Efg, che non mancherà nel corso del tempo di saltare fuori, non vada a offuscare il fatto che per lo Stato questa è una transazione immobiliare e niente più».

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